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I tre eventi tradizionali più famosi di Positano

Positano è una città turistica, ma allo stesso tempo anche ricca di storia e cultura, che ne influenzano eventi e appuntamenti. Tra moda, arte e religione ce ne sono davvero di tutti i tipi e adatti ad ogni età.  Vediamo quali sono gli appuntamenti più tradizionali nella storia di Positano, e soprattutto, quali sono quelli assolutamente da non perdere soprattutto, per chi è amante delle tradizioni.

1 – Lo sbarco dei Saraceni a Ferragosto

Uno degli eventi più tradizionali e famosi che si tengono a Positano nell’arco dell’anno, è quello dello sbarco dei Saraceni. Questo evento si tiene sulla spiaggia di Marina Grande a Positano, contestualmente con la festa della Madonna Nera. A coordinarlo è l’azienda autonoma soggiorno e turismo di Positano. In genere, è un appuntamento che si tiene a Ferragosto.

La leggenda

Nasce da una leggenda che risale al Medioevo. Infatti, si tratta di un periodo molto buio nella storia di Positano. Ebbene, questo evento parte da un antico quadro che raffigura la Madonna Bizantina, che giunse sul litorale. Secondo la credenza religiosa, il 14 agosto 2021 una banda di pirati Saraceni sbarcò sulla spiaggia grande di Positano. Misero il Paese a ferro e fuoco, con violenza e razzie, poi, trafugarono anche l’immagine sacra del quadro della Madonna Nera, che risaliva al XII secolo. Successivamente scoppiò una tempesta e si sentì la voce della Madonna che diceva ai pirati di posare il quadro. Da qui, ovvero, dalle urla “Posa! Posa!”, da qui quel nome Positano. I marinai obbedirono e la Madonna fu sbarcata nuovamente.

La festa

Quindi lo sbarco dei Saraceni si celebra con fuochi e immagini spettacolari e religiose: questo particolare evento si ammira su ogni terrazza e balcone. Non solo i famosi fuochi di Positano ma anche tutti gli eventi che contornano questa grande manifestazione: l’appuntamento è entrato a pieno titolo tra quelli più tradizionali della città di Positano. Spesso viene abbinato anche ad altri eventi collaterali. In questa festa, vi sono numerose canti popolari e la tipica rievocazione storica. L’antico evento, inoltre, viene fatto anche in costume tradizionale ed è davvero una scena particolare da ammirare e da vedere almeno una volta nella vita soprattutto, per chi si reca in vacanza a Positano.

2 – Le principali feste religiose di Positano

Sempre nel periodo estivo, vi è la festa di Santa Maria Assunta. Si tiene in particolare nella giornata di Ferragosto. È la ricorrenza religiosa più importante e ricca di festeggiamenti. La festa inizia la mattina in spiaggia per proseguire a pranzo e cena. Lo spettacolo più amato è quello pirotecnico. In realtà, tutto si tiene secondo la tradizione: la festa dell’Assunta è ricca di storia e di leggende. I festeggiamenti iniziano la mattina e durano fino a notte inoltrata. Tra le altre feste religiose tradizionali di Positano vi è la festa di San Vito che si tiene il 15 giugno. In questa data la città diventa ricca di luminarie e festeggiamenti: si tengono tantissimi eventi in tutto il borgo, adatti sia ai più grandi che ai più piccini. Poi vi è la festa di San Pietro a Laurito, che si trova al Sud di Positano. È una festa molto amata grazie al rapporto particolare che i pescatori hanno con questo Santo. Per l’occasione vengono fatti i fuochi a mare. Inoltre, la festa di San Gennaro a Praiano, che si trova in particolare a Vettica dove c’è anche la famosa chiesa in Costiera. Durante questa festa si tengono processioni, danze e poi i consueti fuochi d’artificio al mare Positano partecipa anche ai riti della Settimana Santa. Sono delle processioni di Via Crucis dove ci sono delle persone incappucciate che appartengono alle varie congreghe della città.

3 – Le sagre tradizionali di Positano

Uno degli eventi più seguiti, amati e apprezzati della città di Positano è la cosiddetta “festa del pesce”. Da oltre 30 anni, si tiene sulla spiaggia di Fornillo. Questa festa ospita con danza, musica e fuochi una grande grigliata di pesce fresco tra specialità e piatti prelibati. In genere, rappresenta un po’ quella che è la tradizione culinaria, non molto legata al pesce fresco. Il cosiddetto “cuoppo fritto” e tanti altri buonissimi piatti tipici della Costiera Amalfitana. Inoltre, tra gli altri eventi che negli ultimi anni hanno caratterizzato questa bellissima cittadina della Divina, vi è “Vicoli in arte”. Si tratta di una manifestazione nel corso della quale si tengono i cosiddetti “100 giorni di musica”. In pratica, vi sono numerosi eventi tra tutti i vicoli della città con l’aiuto dei commercianti e degli addetti ai lavori. Ebbene, questa rassegna è molto seguita e molto apprezzata. Poi, vi sono anche degli eventi legati alla moda che a Positano è molto sentita. Ad esempio, si tengono diverse “Sfilate di moda mare a Positano” che sono anche seguite un po’ in tutta Italia perché lo stile tipico di questo posto, è entrato anche nello scenario dell’abbigliamento, creando uno stile vero e proprio.

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I 3 eventi più famosi di Maiori e Minori

Maiori e Minori sono due città della Costiera Amalfitana che rappresentano forse quelle meno note, ma sono altrettanto ricche di storia, di arte e di cultura. Sono molto vicini alle celebri Positano Amalfi ma in realtà, separati da due chilometri queste piccole città hanno un spaccato più autentico di quello che è la Divina. Infatti, rappresenta un vero e proprio Paradiso tra le loro architetture particolari e i loro limoni profumati. Ricche di storia e cultura, come ad esempio la Villa Romana di Minori oppure le spiagge e la rocca di Maiori, di certo rappresentano delle realtà assolutamente da scoprire. Tra le altre cose, queste due città si caratterizzano per eventi tradizionali molto amati e apprezzati. Vediamo quali sono gli eventi più famosi di Maiori e Minori da non perdere nel corso dell’anno.

Il carnevale maiorese

Ogni anno tra febbraio e marzo si tiene il gran carnevale maiorese. È una tradizione che è partita nel 1971 e che nasce dall’idea del gruppo Nuova Naiade di Maiori. Infatti, si inizia a sfilare con dei carri allegorici per festeggiare le ricorrenze carnevalesche. Ad oggi sono tantissimi i gruppi che partecipano per realizzare i carri allegorici in giro per tutta la città di Maiori. Le rappresentazioni sceniche sono tantissimi, così come i palchi in movimento. La caratteristica del gran carnevale di Maiori è il fatto che ha un forte spirito folkloristico e popolare. Quando arriva l’appuntamento del Carnevale, persone provenienti da ogni parte della Campania, infatti partecipano alla nota manifestazione carnevalesca di Maiori che parte con una sfilata su tutto il lungomare dove i vari gruppi che organizzano i carri allegorici e si sfidano per la maschera e l’allestimento più bello.

Jazz on the coast a Minori

Tra gli altri eventi tipici che si tengono a Minori nel corso dell’anno vi è Jazz on the coast che oramai è arrivato già al suo ventesimo anno di rassegna. Si tratta di una rassegna di musica internazionale che generalmente si tiene nel mese di agosto. Questa rassegna è diventata un appuntamento fisso e da non perdere per gli amanti della musica. La sua storia è iniziata diversi anni fa con l’idea di far nascere la musica più bella e più apprezzata proprio sullo scenario incantato della Costiera Patrimonio dell’Umanità. Sono tantissimi gli ospiti italiani, ma non solo, che raggiungono questo evento ogni anno. La rassegna, di fascino indiscutibile, nasce come una delle migliori manifestazioni in campo nazionale del mondo del jazz. Complice di questo successo anche il fatto che l’evento si tenga nella storica villa romana di Minori.

Altri eventi culturali a Minori e Maiori

Seguito attentamente dalla critica specializzata, il festival del jazz a Minori, rappresenta oramai una kermesse ben consolidata. In realtà, abbinato a questo evento. Vi è il cosiddetto “Maiori Music Festival” che si tiene poco prima e in genere, ogni anno accompagna e apre le porte poi per la rassegna di jazz diventata oramai famosa in tutta Italia. Anche il Maiori Music Festival vanta tantissime ospitate importanti in tutta la manifestazione, così in tutta la sua storia. L’appuntamento di solito cade nel periodo in cui si tiene sempre a Maiori una nota e storica sagra che è una realtà oramai famosissima dal punto di vista enogastronomico sul territorio. Parliamo della “sagra della melanzana al cioccolato”. Infatti, si tratta di un piatto tipico della tradizione maiorese che viene festeggiato proprio con questa tipica festa popolare.

Festa della Madonna Assunta a Maiori

La festa della Madonna Assunta a Maiori si tiene il 15 agosto ed è la festa patronale. In questa occasione la statua della Madonna Assunta viene portata in processione per le vie del Paese e poi sulla spiaggia. Inoltre, poi ritorna in collegiata di corsa, salendo per la scala santa. A mezzanotte si tiene contestualmente anche il grande spettacolo pirotecnico sul mare. In genere, abbinato a questo evento ci sono tante altre kermesse, in genere, organizzate dai vari rioni e quartieri della città. Di certo, quelle dei fuochi pirotecnici a Maiori rappresentano una cultura molto sentita. Del resto anche a Minori, si tiene l’evento in maniera collaterale. I festeggiamenti si estendono tra i due borghi che sono praticamente accostati. Tra le tradizioni enogastronomiche e la sagra abbinata, a passare il Ferragosto in Costiera Amalfitana in una delle due località di Amalfi, Minori e Maiori, di certo non vi annoierete.

Altri eventi significativi a Maiori e Minori

Tra gli altri eventi significativi da non perdere a Maiori e Minori, vi sono anche alcuni particolarmente seguiti, come ad esempio il Maiori Film Festival dedicato a Rossellini oppure la l’iniziativa a Maiori “Vicoli e cultura”. In genere, si tratta di una serie di eventi che vengono organizzati da associazioni e amministrazioni nel corso di tutto l’anno. A queste poi si uniscono le tipiche feste religiose come anche quella di San Rocco, la festa della Madonna Addolorata o la festa di San Francesco. Le celebrazioni di Natale sia a Minori che a Maiori si tengono con l’apertura di numerosi mercatini e anche dei tipici presepi napoletani.

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“Nisida è un’isola e nessuno lo sa”

Di Nisida se ne parla poco, a dispetto delle altre isola campane Tutti conoscono  Capri, Ischia e Procida. Pochi, invece, si ricordano che esiste anche Nisida.

“Venite tutti a Nisida / Nisida… / … Nisida è un’isola / e nessuno lo sa” – canta Edoardo Bennato. Il cantautore partenopeo ha dedicato all’isola una canzone il cui testo denuncia proprio la mancata vocazione turistica dell’isola.

L’isola, infatti, non è accessibile, o visitabile dal mare o da terra, in quanto ospita l’Istituto penale minorile di Napoli. Inoltre, il suo status di isola, oggi  è molto contestato, essendo fin dal 1936 collegata alla terraferma attraverso un lungo pontile carrozzabile.

La leggenda di Nisida

A Nisida è legata una leggenda, una struggente storia d’amore che ha per protagonisti Posillipo, un giovane buono e di bell’aspetto e Nisida, una ragazza di campagna, tanto bella quanto fredda.

Secondo la leggenda, Posillipo era un giovane amato da tutti perché bello, buono e gentile. Tutte le ragazze avevano occhi solo per lui, ma Posillipo non si curava di quei corteggiamenti perché perdutamente innamorato della bella e perfida Nisida.

Posillipo, però, non fu mai ricambiato da Nisida, tanto che un giorno, stanco di soffrire, decise di porre fine alle sue pene d’amore, gettandosi a mare. Ma, ad intervenire fu il Fato che trasformò il giovane nello splendido promontorio bagnato dalle acque del Golfo di Napoli.

Al pari di Posillipo, anche la perfida Nisida fu trasformata in una piccola isola, proprio quella che guarda il promontorio di Posillipo.

Posillipo e Nisida così rimasero per sempre immobili  l’uno davanti all’altro senza mai toccarsi. L’istmo che li separa è per tutti l’immagine di quell’amore mai vissuto.

Natura intatta

Grazie alla sua inaccessibilità, Nisida ha conservato intatta la natura: una ricca vegetazione e acque cristalline la caratterizzano come quelle dell’insenatura di Porto Paove, la caldera del vulcano da cui l’isola ebbe origine.

Periodicamente, però, l’isola si apre al pubblico. In determinati periodi dell’anno, infatti, è possibile visitare l’isola attraverso dei tour organizzati. Inutile dire che i visitatori restano tutti a bocca aperta per la bellezza dei luoghi.

 

Trekking in Costiera Sorrentina, i 10 sentieri più belli

Trekking in Costiera Sorrentina – Chi è amante delle attività all’aria aperta e del trekking, in Penisola Sorrentina troverà sicuramente pane per i tuoi denti. Infatti, scoprire i dieci percorsi più belli della Penisola Sorrentina, vi farà assaporare qual è la conformazione di questo territorio e soprattutto, tutte le sue bellezze anche quelle più nascoste. Prima di tutto, è bene dotarsi di scarpe comode e abiti adeguati per partire. Armatevi di fotocamera e di tanti strumenti. Ecco quali sono i 10 sentieri di trekking più belli della Penisola Sorrentina.

Trekking in Costiera Sorrentina

1 – Punta Campanella

Il sentiero di Punta Campanella permette di fare un vero e proprio salto nel passato. Infatti, si percorre su una stradina acciottolata che gli antichi romani hanno costruito centinaia di anni fa. Il percorso si chiamava “via Minerva”, infatti portava chi la percorreva all’altro lato della Penisola Sorrentina dove c’era il tempio greco dei devoti alla dea Atena che poi fu consacrato a Minerva con l’arrivo dei romani. Tutto il sentiero, dà la possibilità di vedere la vista su Capri in mezzo al mar Tirreno. In più, si trova anche vicino a un moderno Faro e a una torre di guardia medievale.

2 – Il sentiero nella baia di Ieranto

La baia di Ieranto è uno dei punti più belli di tutta la Penisola Sorrentina. Infatti, parte nella piazza Santa Croce di Termini nella frazione di Massa Lubrense percorrendo man mano questa scenario molto panoramico. Infatti, si arriva a scoprire uno scorcio sulla penisola davvero sensazionale. Ciò che è certo è che non ci si pentirà di questa passeggiata. È chiaro che bisogna fare molta attenzione perché, passeggiando tra agrumeti e oliveti, la vegetazione diventa molto intensa e talvolta, la roccia può diventare difficile da percorrere. Di certo, si parte si tratta di un posto incantevole che è immerso in pieno nell’area marina protetta di Punta Campanella. Tra le viste più belle vi sono quelle sui Faraglioni di Capri e su Punta Campanella.

2 – Il sentiero del fiordo di Crapolla

Tra i sentieri di trekking più belli da esplorare in Penisola Sorrentina vi è quello che va fino al fiordo di Crapolla. È un’insenatura caratteristica che si trova nell’area protetta di Punta Campanella. Questa passeggiata è piuttosto agevole nella parte della discesa ma diventa più complicata invece, per la risalita. Parte dalla frazione di Torca che si può raggiungere sia da Sorrento che da Massa Lubrense e arriva su diversi Belvedere. Si potranno ammirare gli scogli de LI Galli, gli scogli d’Isca e Vetara e poi avere uno scorso sensazionale sul benissimo fiordo di Crapolla.

3 – Il sentiero alla Grotta dei fichi

Chi ama il trekking, non può perdere il sentiero che va alla Grotta dei fichi. La passeggiata va sulla parte meridionale del territorio di Sant’Agnello e parte da via Pontecorvo. Ebbene c’è un tratto asfaltato anche se in tendenza fino ad arrivare poi alla scalinata fatta in pietre calcaree. Da qui ha iniziato ad aprirsi una vista sulla Costiera Amalfitana fino anche a vedere la famosa roccia de “Il Germano”. Da qui inizia la riserva naturale marina di Punta Campanella fino ad arrivare alla Grotta dei fichi. L’ingresso è anche difficile talvolta, da vedere ma, si apre davanti un’insenatura molto particolare che vale assolutamente la pena scoprire.

5 – I sentieri della Valle dei Mulini

I sentieri della Valle dei Mulini può partire sia da Amalfi che da Agerola. In questo sentiero, ci sono dei cartelli che indicano la via per tutta la sua durata. Inizia con una strada asfaltata e poi si entra nel bosco affiancando case fatte di limone e con albe controllate da alberi di limone e agrumeti. Tra antiche costruzioni, ovvero le cartiere di un tempo fino ad arrivare al fiume Canneto, si ripercorrerà la strada dei mercanti della carta di Amalfi.

6 – Il sentiero degli dei

Uno dei percorsi di trekking più diffusi e amati da coloro che vogliono scoprire la parte naturalistica della Penisola Sorrentina, della Costiera Amalfitana e del Sentiero degli Dei. Questo fantastico sentiero di trekking si estende dalla Penisola Sorrentina fino alla Costiera Amalfitana, permette di avere uno scorcio incantato sull’isola de Li Galli e su tutti i promontori della Penisola Sorrentina e della Costiera Amalfitana. Inizia dalla frazione di Agerola, Bomerano e arriva a Nocelle ed è un sentiero che dura circa 5 km non sempre è facile da realizzare, ma soprattutto è prezioso per lo sguardo che regala su questo territorio.

7 – Il sentiero dei tre calli

Il sentiero dei tre calli arriva fino al Cilento partendo da Agerola. Infatti, si tratta di un percorso di circa 9 km che offre una vista mozzafiato sulla Penisola Sorrentina e sulla Costiera Amalfitana. Questo percorso è molto panoramico e permette, nei giorni dove manca la foschia, di vedere fino alla punta del Cilento. In particolare, da una parte è possibile vedere il golfo di Positano, mentre dall’altro il Golfo di Napoli fino ad arrivare a Capri e ai Faraglioni. Si può scoprire tutta la bellezza del Golfo di Salerno.

8 – Il sentiero del Monte Comune

Un altro percorso di trekking molto amato e apprezzato è quello sul monte Comune che ha un altezza di 877 metri. Si parte da Piano di Sorrento e arriva fino a Positano. Darà la possibilità di vedere dei bellissimi scorci su piccole insenature dall’acqua cristallina che si trovano in Penisola.

9 – Percorso sul Monte Molare

I sentiero del Monte Molare conosciuto anche col nome di Monte San Michele è uno dei più amati per coloro che amano trekking. È alto circa 1500 metri ed è un sentiero che ha un dislivello di circa 700 metri. È segnato dal Club Alpino Italiano e permette di vedere il Golfo di Napoli, il Cilento, la Penisola Sorrentina e il Vesuvio, come da qualche altra parte.

10 – Grande anello del Faito

Partenza dal villaggio del Monte Faito ovvero una volta presa la funivia, ti possono scoprire tutti i sentieri che permettono di avere un punto di vista esclusivo e privilegiato sulla Penisola Sorrentina. Da qui, in un percorso davvero caratteristico si potrà avere un effetto ottico impressionante sia sul Golfo di Napoli che sull’area del Cilento.

 

I 3 eventi tradizionali più famosi di Amalfi

Rispetto alle altre città della Divina, Amalfi è sicuramente quella più ricca di storia e tradizioni anche essendo una delle località più grandi di tutta la Costiera Amalfitana. Infatti, la Costa d’Amalfi un po’ si caratterizza per eventi folkloristici e tradizionali. Non è un caso che si parla spesso delle cosiddette tradizioni millenarie di questo fantastico borgo. A cavallo tra religione e folklore, gli eventi che scandiscono l’anno in Costiera Amalfitana sono numerosi. Nello specifico, ve ne sono tre molto particolari che vale assolutamente la pena vedere. Vediamo quali sono.

1 – La festa di Sant’Andrea ad Amalfi

Tra gli eventi imperdibili e tradizionali della storia di Amalfi vi è la festa di Sant’Andrea. Infatti, cade il 29 novembre. In questo momento, si festeggia il Santo Patrono che è uno degli eventi più amati di tutta la città. In realtà, la festa si protrae anche il 27 di giugno quando i festeggiamenti lasciano il posto delle vere e proprie tradizioni popolari. In primis, vi sono i festeggiamenti che si tengono a fine novembre, a cui partecipa tutta la popolazione. In questo periodo è quando c’è il cosiddetto “miracolo di Sant’Andrea”.

Miracolo di Sant’Andrea

Molto simile al miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro, in pratica, si va a osservare la tomba dove è conservato il corpo del Santo e si trova nella cripta del Duomo. Se viene fuori una sostanza oleosa miracolosa, ovvero “La Manna”, allora vuol dire che il Santo sta benedicendo l’intera comunità. Diversamente invece, vuol dire che il Santo è in collera e quindi potrà accadere qualcosa di grave. Inoltre, la festa si tiene anche a fine giugno perché secondo quanto narra la leggenda, Sant’Andrea salvò la città dall’attacco del pirata Barbarossa avvenuto proprio il 27 del giugno 1544. Il Santo scatenò una tempesta nel porto di Amalfi in modo tale che non si impossessasse della città. Per questo in quella data si festeggia la festa di Sant’Andrea e la statua viene portata in giro per la città. In particolare, vi è la corsa verso il Duomo dove i pescatori fanno di corsa la scalinata lunghissima che porta verso la Chiesa. Inoltre, sempre in quella data i pescatori portano del pesce in dono al Santo.

2 – Regata storica delle antiche Repubbliche Marinare ad Amalfi

Ogni anno, si tiene la storica gara in costumi tradizionali in una delle città delle antiche repubbliche marinare, ovvero Amalfi. Ebbene, questa regata storica è sicuramente un evento tradizionale che rappresenta un po’ il cuore, la cultura e la storia della città. Ad Amalfi si tiene il corteo storico, che richiama le tradizioni che partivano dal XI secolo. All’interno della regata, oltre alla tipica manifestazione marina, ci sono anche tantissimi eventi collaterali che si tengono in costume.

Il corteo e la manifestazione

Nel corteo storico sfilano il duca, i cavalieri con lo spadone, i militari e i rappresentanti della magistratura dell’epoca. È davvero da non perdere. L’ultima volta che si è tenuta la regata ad Amalfi è stato nel 2016 e ora l’evento si terrà nuovamente tra qualche anno. Nella regata che si tiene tra le repubbliche di Venezia, Genova, Pisa e la stessa Amalfi, il borgo costiero si è classificato al primo posto per ben 12 volte. La manifestazione cittadina ha avuto inizio dall’idea di un cittadino Pisano, Mirro Chiaverini che nel 1940 la ideò o poi diede il via a questo evento dal 1955. Da allora fu costituito l’Ente regate che continua ancora oggi ad avere un suo peso caratteristico.

3 – La Settimana Santa ad Amalfi

Così come avviene un po’ in tutte le città della Costiera Amalfitana, durante la Settimana Santa, si tengono numerose Via Crucis e processioni liturgiche nel centro cittadino amalfitano. In particolare, la sera del venerdì Santo nel centro urbano di Amalfi vi è la “processione dei battenti” dedicata al Cristo morto. In questo evento tradizionale e religioso, gli uomini incappucciati che appartengono a varie congregazioni religiose della città seguono la statua dell’Addolorata e del Cristo morto con una serie di canti e lamenti suggestivi. L’intera città è al buio e con la sola luce delle candele, con una processione molto suggestiva e caratteristica che richiama un momento triste della tradizione Cristiana. Insomma, si tratta di un importante appuntamento che potrebbe rappresentare un po’ quelle che sono le tipicità di questo territorio.

Altri eventi tipici di Amalfi

Tra gli altri eventi tradizionali più famosi ad Amalfi, vi sono anche la festa di Sant’Antonio, dove la statua del Santo in processione dal convento di San Francesco viene imbarcata e, passando per Atrani, arriva fino al porto di Amalfi. Poi, assolutamente da non perdere anche la “Sagra del limone” della Costiera, il Natale con l’allestimento tipico dei presepi. Per la sua natura altamente turistica poi gli eventi che si organizzano ad Amalfi sono numerosi tutto l’anno!

 

 

Le 10 spiagge più belle della Costiera Amalfitana

La Costiera Amalfitana presenta uno dei territori più suggestivi di tutto il mar  Tirreno. In questo fantastico pezzo di Costa noto con il nome di “Divina”, patrimonio dell’UNESCO, vi sono alcune tra le spiagge più belle di tutta la Campania, nonché quelle più quotate al Mondo. Una delle caratteristiche che accomuna tutte le spiagge della Costiera, è il fatto che sono di piccole dimensioni. Rappresentano degli scrigni naturali molto ridotti in metratura che sono incastonati tra le rocce a picco sul mare e numerosi scogli. Però vi sono anche delle spiagge nascoste di sabbia bianca e altre invece, fatte con i ciottoli. Tutte le spiagge poi hanno in comune uno splendido e invitante mare cristallino. Vediamo quali sono le 10 spiagge più belle della Costiera Amalfitana.

Le 10 spiagge più belle della Costiera Amalfitana:

1 – Spiaggia di Atrani

Una delle spiagge più belle della Costiera Amalfitana è la spiaggia di Atrani. Infatti, Atrani è uno dei borghi più belli di tutta la Campania e d’Italia. Questa spiaggia si trova all’interno del lungomare che è molto pittoresco. Ideale per famiglie, è sabbiosa con delle rocce lungo i lati. È ideale perché è facile da raggiungere e inoltre, ha un piccolo lembo di spiaggia privata e contestualmente, offre tanti servizi, ideali soprattutto per le famiglie.

2 – Spiaggia di Santa Croce ad Amalfi

Un’altra spiaggia molto bella ma raggiungibile solo via mare da Amalfi è quella di Santa Croce. Infatti, il sentiero pedonale che prima permetteva di raggiungerla anche via terra, è stato reso impraticabile da una frana. Per raggiungere questo paradiso basta partire dal molo Pennello di Amalfi con un biglietto andata e ritorno di pochi euro. Su questa spiaggia si trovano tutti gli stabilimenti balneari e i servizi utili ai bagnanti. Rappresenta la scelta ideale per le famiglie con i bimbi piccoli perché i fondali sono bassi fino a 10 metri, per poi arrivare a delle altezze più importanti. La spiaggia ospita anche una Grotta dove si trovano i resti della Cappella di Santa Croce.

3 – Spiaggia del Duoglio ad Amalfi

Una delle spiagge più nascoste di Amalfi è quella del Duoglio. Infatti, per visitarla bisogna scendere circa 400 scalini oppure andare via mare, partendo dalla Baia di Amalfi. È una spiaggia di poco più di 170 metri, fatta da piccoli ciottoli. È perfetta perché è comoda. Infatti, ospita uno stabilimento balneare, ma c’è anche un tratto libero. Immersi in un vero e proprio scenario da cartolina, in questa spiaggia si possono trascorrere delle tranquille ore di relax al mare.

4 – Spiaggia di Marina Grande ad Amalfi

La spiaggia di Marina Grande ad Amalfi è un quella più facili da raggiungere e meglio accessibile. Infatti, si trova nel pieno centro cittadino di Amalfi ed è contornata da boutique e da numerosi ristorantini. Si trova proprio nei pressi del molo ed è sempre piena di persone, quindi bisogna organizzarsi per tempo per trovare un posto confortevole. È disponibile come spiaggia libera che invece, con i suoi diversi stabilimenti balneari.

5 – Spiaggia di Arienzo a Positano

Una delle spiagge più belle della Costiera Amalfitana è quella di Arienzo a Positano. Infatti, è vicina a molte ville come quella di Franco Zeffirelli. Questa spiaggia è fatta con ciottoli e sabbia, il mare è cristallino e il colore della sabbia è molto chiaro. È quella che, a Positano, gode dell’esposizione al sole più lunga.

6 – Spiaggia di Marina Grande a Positano

La spiaggia di Marina Grande a Positano, è quella ideale per chi è a caccia di vip. Infatti, qui si trovano numerosi attori e personaggi famosi. Si trova vicino a lungomare pieno di ristoranti, locali e discoteche alla moda. Ideale per i giovani, questa spiaggia è scavata nella roccia e dal centro storico, si può raggiungere facilmente a piedi.

7 – Spiaggia di Castiglione a Ravello

La spiaggia di Castiglione a Ravello è una delle più belle di tutta la Costiera. Infatti, è circondata da bellezze paesaggistiche come i palazzi nobiliari del Piccolo borgo e la chiesa della Maddalena di Atrani. È incastonata nella roccia: si devono percorrere circa 200 gradini per raggiungerla. Ha la sabbia scura, ma la presenza del mare completamente turchese rende questo posto incantevole.

8 – Spiaggia del cavallo morto a Maiori

A cala Bellavaia a Maiori, vi è la spiaggia del cavallo morto. Ad oggi è accessibile solo via mare e rappresenta una vera e propria Perla. Infatti, è una spiaggia incontaminata e selvaggia, che si chiama in questo modo perché questo lido fino a qualche migliaio di anni fa veniva utilizzato come un cimitero per i cavalli purosangue. Per motivi di sicurezza, la Capitaneria di porto l’ha inserita nella Black list, ma è una delle calette più belle di tutta la Divina!

9 – La spiaggia di Erchie

Una delle spiagge più belle in assoluto è quella di Erchie. Completamente fatta in ciottoli e scogli, è accessibile a pochi passi dal centro e si trova nel minuscolo borgo a cavallo tra Cetara e Maiori. Si tratta di una location unica, quasi fuori dal tempo: il mare è semplicemente stupendo in questa baia!

10- La spiaggia della Marina e quella degli Innamorati a Cetara

La spiaggia della Marina a Cetara, insieme alla spiaggia degli innamorati, rappresentano due perle di questo bellissimo borgo. Si tratta di una spiaggia sabbiosa che si perde in un mare color cristallino e azzurro. Si trova vicino al piccolo porto di Cetara ed è a due passi dal parcheggio. Invece, contestualmente, vi è la spiaggia degli innamorati, lunga appena sei metri, molto romantica e raggiungibile solo via mare partendo da Cetara porto.

 

Belvedere Principessa di Piemonte, un angolo di paradiso

Se esistesse un concorso per le vedute più belle, Ravello certamente non avrebbe rivali. Le sue ampie terrazze affacciate sul mare regalano scorci la cui bellezza toglie letteralmente il fiato.

Uno degli angoli di paradiso offerti da Ravello è il  Belvedere Principessa di Piemonte, luogo che affascina non solo per la bellezza dei giardini e del panorama che offre, ma anche per la storia di cui è custode.

Il belvedere si raggiunge percorrendo la Via San Giovanni del Toro; la vista è sulla costiera Amalfitana,  sul pittoresco villaggio di Torello e in lontananza si scorgono anche Maiori e Minori.

Giardino principesco

Alla fine del 1932, l’Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo di Ravello acquistò il giardino originariamente di proprietà del Duca Confalone.

L’anno successivo,  la principessa Maria Josè del Belgio, era a Ravello con il marito Umberto, principe ereditario di Casa Savoia,  per assistere ai concerti del Ravello Festival in Villa Rufolo.

Fu in quella occasione che la bella principessa, ultima regina d’Italia (sovrana dal 9 maggio al 12 giugno 1946) inaugurò la terrazza panoramica. L’ingresso del giardino prese così il suo nome.

Belvedere Principessa di Piemonte set cinematografico e wedding location

Per la bellezza del luogo numerose coppie scelgono il Belvedere Principessa di Piemonte come luogo dove confermare la loro unione civile.

Nel 1953, il belvedere fu scelto anche come location di una delle scene del film “Beat the Devil” con Humphrey Bogart e Gina Lollobrigida.

Anche quest’anno il Belvedere è stato meta di numerose celebrità come la modella e influencer spagnola Carolina Vilanova che godendosi una meravigliosa vacanza in Costiera Amalfitana ha realizzato un bellissimo video proprio dal Belvedere Principessa di Piemonte.

 

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I 10 monumenti simbolo della Costiera Amalfitana

Non solo mare e tradizioni, la Costiera Amalfitana è un crocevia di storie e di culture differenti che hanno attraversato questo territorio strategicamente incastonato in una delle regioni di tutta Italia più conquistate negli anni: la Campania. Infatti, ci sono 10 monumenti che rappresentano le basi artistiche e la storia della Costiera Amalfitana. Vediamo quali sono e perché vale la pena visitarli.

1 – Duomo di Amalfi

Il Duomo di Amalfi dedicato a Sant’Andrea apostolo, rappresenta uno dei momenti chiave della Costiera Amalfitana. Edificato nel IX secolo, è un monumento molto particolare con la sua facciata in stile barocco romanica. Ad oggi, è stato oggetto di numerosi interventi architettonici ma di fatto, mantiene sempre le sue forme arabo normanne. Oltre a essere scenario di numerosi eventi religiosi e folcloristici, rappresenta un patrimonio storico, artistico e architettonico senza pari.

2 – Chiesa di San Giovanni Battista a Vietri sul mare

La chiesa di San Giovanni Battista che si trova nella città di Vietri sul mare è stata costruita nel XVII secolo. Realizzata completamente in stile tardo rinascimentale napoletano, ha una navata unica ed è ricca di inserti in marmo e di maiolicati. Inoltre, al suo interno si trovano le tele del XVII e XVIII secolo. Una delle particolarità di queste chiese è che sorge in maniera imponente direttamente nel centro cittadino ed è ben visibile da varie aree della Costiera grazie alla sua cupola realizzata nel tipico stile delle ceramiche vietresi.

3 – Chiesa di Santa Maria del Bando ad Atrani

Circondata da una rigogliosa vegetazione, la chiesa di Santa Maria del Bando ad Atrani, è una struttura molto particolare, semplice e candida. Colorata completamente in bianco, da decine di anni mantiene la sua forma originale. Si trova su una scogliera a picco sul mare ed è circondata dalla vegetazione. Si chiama in questo modo perché secondo la leggenda la Madonna concesse la grazia a un condannato all’impiccagione che in realtà era innocente e quindi, da allora ha mantenuto il suo nome.

4 – Abbazia di Santa Maria De Olearia a Maiori

L’abbazia di Santa Maria De Olearia a Maiori, è stata fondata 1973 dai monaci benedettini. Parliamo di una chiesa che caratterizza l’animo stesso di Maiori, incastonata nella roccia. All’interno i monaci vi crearono anche un frantoio e si trovano tre cappelle sovrapposte, tutte affrescate. È molto bella da vedere, infatti nasconde anche la cosiddetta “cappella delle catacombe” che rappresenta un esempio artistico della Costiera Amalfitana unico al mondo.

5 – Villa Romana di Minori

Una delle ville più belle della Costiera Amalfitana è quella che risale al I secolo dopo Cristo. Stiamo parlando della villa romana di Minori, un bellissimo esempio di sito archeologico del territorio. Questa villa mantiene ancora intatta quella che è la struttura di epoca romana. Al suo interno è possibile visitare l’antiquarium, le sale di rappresentanza, il viridarium oppure il triportico. Inoltre ha i resti di una bellissima sala del teatro, un triclinio ninfeo e un ampio settore termale.

6 – Duomo di San Lorenzo a Ravello

Il Duomo di San Lorenzo a Ravello è stato fondato nel XII secolo, nello specifico nella seconda metà. In età barocca fu completamente rifatto: infatti, oggi è possibile ammirare la sua bellissima facciata. Il Duomo rappresenta uno dei monumenti più importanti della Costiera Amalfitana. All’interno si trovano numerosi stucchi dove sono riprese le scene di vita di San Lorenzo. La sua facciata, semplice e bella, dona eleganza a tutta l’area circostante.

7 – Duomo di San Pantaleone a Ravello

Il Duomo di San Pantaleone a Ravello è quello che si trova nella piazza principale della città. È sede vescovile della diocesi di Ravello e risale al XIII secolo. Realizzato in stile romanico e barocco, questo Duomo ospita anche due musei ovvero il museo dell’Opera e la Pinacoteca d’arte medievale e moderna. Tra le sue bellezze uniche da un punto di vista artistico vi è l’Antica Porta Bronzea.

8 – Chiesa di San Gennaro a Vettica

La chiesa di San Gennaro a Vettica è molto scenografica e fu edificata nel 1589. Nata sui resti di una vecchia chiesetta, presenta una cupola completamente maiolicata ed è composta da tre navate. È sicuramente scenografica in quanto è ricca di incisioni realizzate anche con le tipiche maioliche della zona e con le ceramiche della Costiera Amalfitana.

9 – Le cartiere di Amalfi

Amalfi fu molto nota, non solo come una Repubblica Marinara, ma anche per la produzione della carta. Infatti, nella Valle dei Mulini a partire dal XIII secolo, nacquero tante cartiere. Fino al 1700 hanno lavorato attivamente. Per questo, chi arriva ad Amalfi non può certamente perdersi una visita nel museo della carta e scoprire quel che resta delle antiche cartiere.

10 – Chiesa di Santa Maria Assunta a Positano

La chiesa di Santa Maria Assunta a Positano, è uno degli elementi simbolo della Costiera Amalfitana. Infatti, la sua cupola maiolicata è ben visibile da varie parti della Costiera. Dedicata a Santa Maria Assunta, risale molto probabilmente al X secolo. Oggi giorno è possibile vederla nel suo attuale aspetto che è di stile barocco. Presenta tre navate e all’interno si trova l’icona bizantina della Madonna Nera con il bambino, un coro ligneo e numerosi dipinti.

 

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I 10 sentieri di trekking più belli della Penisola Amalfitana

La Costiera Amalfitana, da un punto di vista paesaggistico e culturale, è un incanto senza pari. Vi sono tantissimi itinerari dov’è possibile fare escursioni e trekking alla scoperta dei luoghi più caratteristici e belli. Ebbene, ci sono tantissimi percorsi che è possibile seguire. Vediamo quali sono i 10 migliori sentieri di trekking della Costiera Amalfitana e quali vale la pena esplorare.

1 – Sentiero dei limoni

Uno dei sentieri più amati e attraversati di tutta la Costiera Amalfitana è il cosiddetto “Sentiero dei limoni”. Infatti, si tratta di un percorso naturalistico che si fa sui promontori costieri, in posizione panoramica, tra le città di Minori e Maiori. È un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, ricco di suggestioni provenienti dal passato. La strada che congiunge Maiori e Minori, è ricca di borghi ma soprattutto, si possono sbirciare i modi in cui vengono coltivati i limoni in quel territorio. Tra sentieri, tradizione e storia, si potrà passeggiare con una vista mozzafiato e annusando il profumo degli agrumi.

2 – Valle delle Ferriere

Un altro percorso da trekking mozzafiato è quello della Valle delle Ferriere. Parliamo di un percorso che porta dai Monti Lattari verso Amalfi, attraversando ruscelli e boschi. Nel percorso si fa un viaggio tra passato e presente. Si scopre l’Antica ferriera che riforniva di ferro Amalfi. Con una durata di percorso di circa 3 ore, si può passeggiare verso la Costiera Amalfitana partendo dal borgo di Pontone. In questo lembo di terra, si può vedere molto di quella che è la storia di questi Paesi fruttando punti di vista panoramici incantevoli e unici.

Valle delle Ferriere – Sentieri di trekking in Costiera Amalfitana

3 – Sentiero degli Dei

Il Sentiero degli Dei è sicuramente il percorso naturalistico di trekking più famoso di tutta la Costiera Amalfitana. Infatti, è una passeggiata che inizia ad Agerola, ovvero dalla frazione di Bomerano che si trova a 650 metri dal livello del mare. Si attraversa la località di Nocelle e poi tutto un percorso che è stato tracciato dei Greci migliaia di anni or sono e arriva fino a Positano. In questi posti si trovano tante bellezze naturalistiche come la Grotta del Biscotto e numerose case secolari. Ma soprattutto, a fare la differenza è il naturale Belvedere con viste mozzafiato su tutta la Divina.

Sentiero degli Dei – Sentieri di trekking in Costiera Amalfitana

4 – Sentiero delle Vedette

Un altro percorso di trekking da non perdere in Costiera Amalfitana è il cosiddetto “Sentiero delle Vedette” che permette di raggiungere Amalfi dalla città di Scala. Tale percorso dura circa 7 km e richiede 4 ore di tempo. Attraversa tantissime località belle da esplorare ed in più, offre un’ottima vista anche sulla città di Ravello e sul Monte Falerzio. I continui “saliscendi” di questo percorso permettono di vedere punti di vista della Costiera, difficilmente accessibili da altri posti.

5 – Montepertuso – San Michele

Un altro bellissimo sentiero di trekking che è possibile fare in Costiera Amalfitana è quello che parte dalla frazione di Positano, Montepertuso. Infatti, attraversando la caserma della forestale si arriva fino al Monte San Michele. Il percorso permette di esplorare la Grotta con la Madonna di Santa Maria di Castello, attraversare Monte Sant’Angelo a tre Pizzi con un paesaggio molto selvaggio. Si possono scoprire tutte le terrazze naturali che affacciano sul grande Golfo di Napoli e di Salerno.

6 – Il Sentiero della Praia

Tra i sentieri di trekking più affascinanti della Divina vi è quello della Praia. Infatti, parte dalla piazza centrale di Bomerano, nota frazione di Agerola e dalla mulattiera si arriva fino alla Grotta di Santa Barbara per poi raggiungere Marina di Praia verso Praiano. Anche qui, si ha un punto di vista affascinante su uno dei posti più belli della Divina!

7 – Sentiero della volpe pescatrice

Il cosiddetto “Sentiero della volpe pescatrice” è quello che inizia da Furore vicino alla chiesa di Sant’Elia in Piazza del Carmine, fino ad arrivare al noto fiordo naturalistico della città. Questo percorso è abbastanza ripido inizialmente ma in realtà, poiché è affacciato sul mare è davvero piacevole da seguire. Il sentiero è dedicato interamente alla città di Furore che ha degli scorci molto suggestivi e ricchi di angolazioni uniche.

8 – Sentiero del borgo marinaro

Il sentiero di trekking chiamato “del borgo marinaro” parte da Agerola, in particolare del Belvedere “Fausto Coppi”, e porta direttamente al fiordo di Furore. È un percorso molto particolare che è ideale per chi è amante della natura e vuole scoprire anche i piccoli centri cittadini senza tempo che si trovano tra queste due città della Costiera.

9 – I Sentieri di trekking di Capo d’Orso

Proprio a partire da Capo D’Orso a pochi minuti da Amalfi, ci si può incamminare verso Maiori e godere del bellissimo tratto di strada tra questi punti cruciali della Costa Amalfitana. Si potrà scoprire l’abbazia millenaria di Santa Maria De Olearia e andando verso Cetara, si scopriranno tra le tantissime calette, nonché le bellissime e rigogliose cascate di Erchie.

10 – Il Sentiero della Valle del dragone

Il Sentiero della Valle del Dragone è molto semplice e connette la città di Ravello con quella di Atrani, il comune più piccolo d’Italia. Si parte da Piazza del Duomo a Ravello, raggiungendo la chiesa di Santa Maria a Gradillo. Poi si segue il percorso in direzione Amalfi, scendendo verso Atrani e attraversando la cosiddetta “Valle del Dragone”. È un territorio molto bello, splendidamente verde ma anche ricco di storia e di cultura.

 

Il Vallone dei Mulini di Sorrento

Il Vallone di Mulini è uno dei luoghi più suggestivi della costiera sorrentina.  Situato alle spalle di Piazza Tasso, è uno dei luoghi più fotografato ed instagrammato degli ultimi tempi.

La sua origine risale a circa 35.000 anni fa, epoca in cui ebbe a verificarsi una devastante eruzione dei Campi Flegrei. La zona prende il nome dalla presenza di un antico mulino utilizzato in tempo per la macinazione del grano. Oltre al mulino,  nel Vallone, un tempo, erano presenti una segheria che veniva alimentata dalla acque che sgorgavano giù dalle colline ed un lavatoio pubblico dove le donne si recavano per fare il loro bucato.

Fu nel 1866, quando venne realizzata Piazza Tasso che il Vallone fu abbandonato. La realizzazione della piazza ebbe come conseguenza l’incanalamento delle acque ed il riempimento dell’ultima parte del Vallone.

Chiudendo le vie di comunicazione ed isolando il Vallone è venuto a determinarsi un mutamento delle  condizioni climatiche. Il tasso di umidità che si aggira intorno all’80%, ha favorito lo sviluppo di una rara e rigogliosa vegetazione, oltre che della Phillitis Vulgaris, un rarissimo esemplare appartenente alla famiglia delle felci.

Non è difficile poter ammirare anche diverse forme di piante carnivore e prosperi cespugli di capperi.

Il Vallone dei Mulini oggi

Nel corso degli ultimi anni il Vallone ha fatto molto discutere a causa dell’avvio di alcuni lavori di restauro ritenuti  contrastanti con il Piano urbanistico della Penisola Sorrentina. Tali  lavori, prontamente bloccati, ne avrebbero in parte modificato il fascino e la storia, secondo quanti sostengono che sarebbe proprio quell’atmosfera di “solenne abbandono” ad affascinare il visitatore e/o chi si affaccia dalla balaustra della piazza per ammirarlo.

Alberi e arbusti, grazie alla presenza di piccoli torrenti e di un microclima unico, hanno completamente invaso e ricoperto gli antichi ruderi seicenteschi conferendo al Vallone il fascino di un luogo inaccessibile ed inviolato. Restaurarlo per alcuni significa “messa in sicurezza”, per altri un “oltraggio” ad un luogo unico e raro.

 

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Cosa vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni

La Penisola Sorrentina è un territorio magico, uno delle perle del Golfo di Napoli ed è attaccato alla Costiera Amalfitana. Chi vuole scoprire tutto questo territorio e ha a disposizione una settimana, deve segnare carte alla mano tutte le tappe imperdibili. Vediamo quali sono i luoghi da vedere assolutamente per chi trascorre 7 giorni in Penisola Sorrentina. Potrebbe anche essere un’idea quella di sfruttare una barca per visitare tutti i luoghi più incantati della Penisola Sorrentina.

Cosa vedere in Penisola Sorrentina: la città di Sorrento

Un tour che si rispetti della Penisola Sorrentina non può certo non partire da Sorrento. Infatti, questa città si affaccia sulla costa incontaminata e rocciosa molto affascinante. Ricca di vicoli, sapori e culture provenienti da ogni angolo del Pianeta. Vale la pena visitare tutti i suoi vicoletti, fare un aperitivo in piazza Tasso e usufruire delle spiagge locali. Immancabile anche una visita alla villa Fiorentina oppure in villa comunale.

Massa Lubrense e Sant’Agata dei Due Golfi

Per chi si chiede cosa vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni vale anche la pena vedere Vico Equense e Massa Lubrense rappresenta sicuramente un must. Infatti, in direzione dell’area Marina protetta di Punta Campanella si arriva nel territorio di Massa Lubrense che è un Paese tutto proiettato sul mare noto per le sue spiagge. Una delle sue creazioni più belle Sant’Agata dei Due Golfi perché offre un panorama sul mare dove è possibile vedere contemporaneamente uno scorcio sul Golfo di Napoli e su quello di Salerno. Si arriva a vedere l’isola di Capri e gli isolotti Li Galli. È un panorama davvero sensazionale. Poi, non può mancare una sosta alla baia di Ieranto.

Bagni della Regina Giovanna

Baia di Ieranto

È un’insenatura che si trova poco prima di Punta Campanella e Punta Penna: è incontaminata, sensazionale e fu molto apprezzata anche dai Romani e dei Greci. Basti pensare che questi ultimi qui costruirono un tempio dedicato ad Atena, dea della giustizia. Vi sono ancora i resti delle torri installate a scopo difensivo. In più, tra le perle da non perdere in Penisola Sorrentina vi è anche la spiaggia di Nerano dove il mare dai suoi riflessi Smeraldo, rappresenta un luogo dove godere del relax marino in piena tranquillità. Uno dei segnali simbolo per eccellenza della Penisola Sorrentina e lo scoglio di Vervece. Questo scoglio è uno dei siti per fare le immersioni subacquee più ambiti di tutta la Costa. Si trova davanti al porto di Marina della Lobra. Molto spesso si avvistano banchi di barracuda. Poi, vale anche la pena scoprire tutta la parte orientale della Penisola Sorrentina con cittadine come Piano di Sorrento, Meta di Sorrento e Vico Equense. Anche qui, tra monumenti, scorci e piccoli borghi marinari, ci sarà davvero molto da scoprire.

Cosa vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni

La bellezza del Monte Faito e del Vesuvio

Chi ama la natura, in una settimana in Penisola Sorrentina non può pensare di non fare un tour sul Monte Faito. Approfittando anche della funivia, scoprirà uno dei punti caratteristici più belli di questo immenso patrimonio naturalistico. Inoltre, lo stesso discorso vale per Pompei e in particolare, il Vesuvio. Il Vesuvio, questo immenso vulcano ancora attivo permette di esplorare tutta la sua bellezza. Vi sono numerosi percorsi naturalistici e tour che spiegano la storia del vulcano e fanno scoprire tutto quello che c’è da sapere su questa bellissima realtà. Da qui vale anche la pena fare delle escursioni al sito archeologico patrimonio dell’umanità, uno dei più importanti al mondo che è quello di Pompei.

Capri

Visitare Capri

Chi si chiede cosa vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni, di certo avrà già avuto idea di fare tappa a Capri. L’isola Azzurra, infatti rappresenta una meta eccezionale per tutti coloro che sono amanti della natura e del mare. Capri si raggiunge da Sorrento in poco meno di mezz’ora e vi sono tantissimi collegamenti con tariffe anche vantaggiose. Qui si potranno scoprire le più belle isole del Golfo di Napoli, come ad esempio Ischia o Procida. Ma la vicinanza a Capri è davvero sensazionale e quindi, che si trova almeno una settimana in Penisola Sorrentina di certo non potrà mancare questo appuntamento.

Vico Equense, Castello Giusso, una delle dimore più belle in assoluto
Vico Equense

Le altre cose da vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni

Chi si ferma almeno 7 giorni in Penisola Sorrentina non può perdere anche l’occasione di visitare la Costiera Amalfitana che è attaccata a Sorrento. Infatti, vi sono tanti autobus di linea e mezzi di trasporto disponibili, nonché anche itinerari via mare che permettono di arrivare facilmente delle più belle località della Costa d’Amalfi. In più vale anche la pena fermarsi per una gita a Napoli con la città dei mille monumenti e scoprire tutte le sue bellezze. Sorrento però è anche ricca da un punto di vista enogastronomico e culturale quindi, vale la pena seguire i suoi festival e assaggiare i suoi sapori, gli odori e tutto ciò che c’è da scoprire in questo bellissimo territorio.

Procida

 

Cosa vedere in Costiera Amalfitana in 7 giorni

La Costiera Amalfitana è uno dei posti più belli al Mondo. Infatti, migliaia di persone provenienti da ogni angolo del Pianeta raggiungono questa terra in vari periodi dell’anno. Molto spesso però, riuscire a realizzare un itinerario per scoprire tutti i luoghi più nascosti della Costiera Amalfitana può diventare difficile. Vediamo qual è l’itinerario giusto da seguire e cosa vedere in Costiera amalfitana in 7 giorni per non perdere le cose più belle di questo territorio.

Come arrivare in Costiera Amalfitana

La prima domanda da porsi è qual è il modo giusto per visitare la Costiera Amalfitana. Sicuramente l’automobile rappresenta la soluzione ideale, così come anche qualunque tipo di mezzo autonomo, come ad esempio il motorino. Infatti, si parte dall’aeroporto di Napoli o da quello di Salerno e poi si procede in direzione Salerno fino a raggiungere la prima tappa che è quella di Positano. Le città della Costiera Amalfitana sono anche raggiungibili con mezzi pubblici, come ad esempio il metrò del mare oppure i bus di linea che, seppur frequenti, talvolta, possono diventare dispendiosi in termini di energie, a causa del traffico che soprattutto in estate caratterizza questo territorio. In una settimana, le tappe da non perdere sono le principali città della Divina. Ecco quali sono i luoghi che bisogna assolutamente visitare in Costiera Amalfitana.

Amalfi, Valle delle Ferriere

Positano e Amalfi, le perle della Divina

Positano e Amalfi rappresentano le due città per eccellenza della Costiera Amalfitana. Positano forse è una delle località più note ed è famosa sia per la sua caratteristica moda, ma anche perché, è magnifica a colpo d’occhio.

Positano, Praiano e Furore

A Positano, si possono apprezzare le torri saracene, la chiesa di San Vito, che è il santo protettore della città. Inoltre, è famosa anche per la sua vita notturna che inizia con gli aperitivi al centro fino ai numerosi ristoranti del territorio. A due passi da Positano vi sono anche le città di Praiano e Furore, entrambe molto belle e anche molto più selvagge rispetto alla mondana Positano. A Furore in particolare, si può andare sul fiordo dove è anche possibile, per i più coraggiosi, tuffarsi da un’altezza molto importante. Di certo, però, al di là della possibilità o no di fare un tuffo sensazionale, il borgo è tutto da scoprire e vi dà l’impressione di aver fatto un viaggio nel tempo.

Atrani

Amalfi, Conca dei Marini e Atrani

Amalfi che è la città Costiera per eccellenza e che ha dato anche il nome alla Divina. Infatti, ad Amalfi tra i suoi viottoli e spiagge piacevoli, si può scoprire la vera essenza della Costiera Amalfitana. Da non perdere il Duomo di Amalfi, dedicato a Sant’Andrea con la sua lunga scalinata e la facciata in stile barocco e romanico. Attaccate ad Amalfi vi sono Conca dei Marini e Atrani che sono due borghi marinari praticamente intatti rispetto al passato. Si caratterizzano per tradizioni culturali e folkloristiche davvero molto particolari.

Le altre località della Costiera Amalfitana: cosa vedere in 7 giorni

Chi si sta chiedendo cosa vedere in Costiera amalfitana in 7 giorni, non può certamente snobbare Vietri sul Mare. La città di confine è a due passi da Salerno e dalla Costiera stessa: è famosa soprattutto per le sue ceramiche. Qui infatti si potrà scoprire una delle arti più antiche di tutta la Divina. Insieme a Vietri sul Mare però, vi sono anche altri borghi marinari che vale la pena visitare come ad esempio Cetara oppure Erchie. Entrambe, sono due realtà che sembrano rimaste ferme nel tempo. In primis, Erchie, con le sue calette impreziosite da scogli e mare cristallino sarà davvero ideale per una giornata in spiaggia. Cetara invece, il borgo peschereccio che ospita una torre a picco sul mare, ma è anche famoso per l’enogastronomia. Nello specifico, infatti è possibile assaggiare la colatura di alici. Un condimento prezioso e da non perdere soprattutto per chi vuole scoprire i veri sapori della Divina.

alici

Altre cose da vedere in Costiera Amalfitana in 7 giorni

Tra le altre cose da vedere in Costiera amalfitana in 7 giorni sicuramente Ravello, città d’arte e di cultura. Ravello è un caratterizzata per i suoi tesori come il Duomo di Santa Maria Assunta, i giardini di Villa Rufolo (foto in copertina) e di Villa Cimbrone. In questa villa si trova la cosiddetta “Terrazza sull’infinito”, dove è possibile scovare tutta la bellezza del golfo di Salerno. Chiamata anche “Città della musica” per il suo famoso festival rappresenta sicuramente una tappa obbligata per chi visita la Costiera Amalfitana.

Le insenature nascoste e i tour in barca

Oltre le tante altre località di mare che si trovano tra Ravello da Amalfi, un altro consiglio per chi ha una settimana a disposizione è quella di fermarsi anche in alcune tra le calette meno famose per fare dei bagni nell’acqua cristallina del territorio e sfruttando la posizione particolare di questa terra. Non disdegnate inoltre, una gita in barca. Le calette più belle si raggiungono via mare. Un’altra idea potrebbe essere quella magari di approfittare della vostra settimana in Costiera Amalfitana per visitare Capri, partendo da Positano o da Amalfi, per scoprire le bellezze dell’isola Azzurra.

 

Minori – Al via “La Notte del Panettone in riva al mare”,

Il 24 agosto a Minori, in Costiera Amalfitana, si terrà “La Notte del Panettone in riva al mare”, a partire dalle ore 19.00 La prima edizione della manifestazione è organizzata dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, con la collaborazione del Maestro Salvatore De Riso, già Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, in collaborazione con il Comune di Minori, Gusta Minori, Proloco di Minori, Consorzio del Limone Costa d’Amalfi I.G.P. e Video Type.

Minori, in arrivo “La notte del Panettone in riva al mare”

«È un onore per i Maestri dell’Accademia – spiega il Presidente Claudio Gatti –
presentare al pubblico i nostri lievitati in un territorio ricco dal punto di vista di
storia gastronomica e di materie prime che rappresentano l’eccellenza
del made in Italy
» 

«Sarà un grande giorno per Minori e tutta la Costiera Amalfitana
– spiega il Maestro Salvatore De Riso – accogliere i membri dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, eccellenze nel settore dei lievitati, e poter organizzare nella mia terra un evento così prestigioso.
Questo è sempre stato un mio grande desiderio. L’Accademia è nata per divulgare
il gusto del vero panettone artigianale e spero che Minori possa diventare una tappa fissa di questo percorso»

 

 

Sal De Riso: “Un evento così prestigioso nella mia terra, è magnifico ed è sempre stato un mio grande desiderio”

Entusiasta il maestro Sal De Riso nell’annunciare l’evento che riserverà tante sorprese. «Sarà un grande giorno per Minori e tutta la Costiera Amalfitana – ha dichiarato – accogliere i membri dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, eccellenze nel settore dei lievitati, e poter organizzare nella mia terra un evento così prestigioso, è magnifico ed è sempre stato un mio grande desiderio. L’Accademia è nata per divulgare in giro per il mondo il gusto del vero panettone artigianale e spero che Minori possa diventare una tappa fissa di questo percorso».

 Per info: segreteria@accademiamaestrilievitomadrepanettoneitaliano.it, www.accademiamaestrilievitomadrepanettoneitaliano.i

Al via la prima edizione de“Il Canto delle sirene – Festival Internazionale di Capri”

Dal 10 al 20 settembre a Capri si svolgerà la prima edizione della rassegna “Il Canto delle sirene – Festival Internazionale di Capri, kermesse di teatro, musica e arti visive diretta dall’attore e regista Geppi Gleijeses.

A Settembre la prima edizione de“Il Canto delle sirene – Festival Internazionale di Capri”

“Il Canto delle Sirene – Festival internazionale di Capri” nasce da un sogno di Geppy Gleijeses.
“Diverso tempo dopo aver immaginato il concerto nel dormiveglia, ho fatto un sopralluogo nella grotta con le autorità del posto. C’era una nicchia, una sorta di palcoscenico naturale che poteva costituire un approdo” – ha spiegato Gleijeses –  Gli spettatori entreranno in grotta su piccole barche a gruppi di due o quattro, a seconda delle regole di distanziamento. Ci saranno più concerti nel pomeriggio per permettere al pubblico di godere delle rifrazioni della luce più belle. Di solito alla Grotta Azzurra si va in visita turistica. Solo dopo le 18 è accessibile a tutti. Ma le luci migliori non ci sono più”.

Il programma

La kermesse si aprirà il 10 settembre al Centro Caprense Ignazio Cerio con la mostra di Gabriele Giugni, fotografo che ha ripercorso, in barca a vela, il viaggio di Ulisse. L’11 settembre presso il  Chiostro Grande Certosa di San Giacomo il reading “Il resto di niente”, con Stefania Sandrelli e Marisa Laurito; Il 14 settembre presso Chiostro Grande Certosa di San Giacomo ci sarà la Nuova Compagnia di Canto Popolare che si alternerà con Eugenio Bennato e la partecipazione di Patrizio Trampetti e Giovanni Mauriello.

Il 17 settembre alla Terrazza Caesar Augustus “Aneme pezzentelle blues”, le anime del Purgatorio che sperano di essere “arrefrescate” Tromba, batteria e pianoforte per riportare in scena Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Ferdinando Russo, Salvatore Di Giacomo, Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Alfredo Guarino.

Il 18 settembre, il tanto atteso concerto nella Grotta Azzurra. Brani della tradizione canora ottocentesca napoletana con le voci di Mario Maglione e Fiorenza Calogero.

il 19 settembre va in scena “Il Malato immaginario” di Molière con Emilio Solfrizzi, regia di Guglielmo Ferro.

“Fare teatro nei luoghi più teatrali del mondo è un privilegio, un atto d’amore nei confronti dell’isola, dei residenti e dei visitatori”.

“Un’anticipazione degli eventi di Procida Capitale della Cultura”

 “La Campania continua a essere la Regione d’Italia che produce più cultura – ha dichiarato il presidente della Regione, Vincenzo De Luca durante la conferenza stampa – Questo ulteriore evento si aggiunge a quelli per l’anniversario di Caruso, agli eventi di mostre, teatro, lirica che abbiamo promosso in queste settimane e mesi e punta ad essere un’anticipazione degli eventi di Procida Capitale della Cultura.”

Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito nel rispetto delle norme anticovid.

 

 

Ravello, il panorama più bello del mondo

La Costiera Amalfitana è una collana di perle. Ravello con le sue bellezze naturalistiche sapientemente intrecciate a suggestive architetture, è una delle preziose perle che compongono questa spettacolare collana.

Dai suoi 350 metri di altezza Ravello offre al visitatore quello che viene definito “il panorama più bello del mondo”.

Della Costiera Amalfitana e di Ravello ne rimase colpito anche Boccaccio, tant’è che sue sono queste parole:

“E’ la più dilettevole parte d’Italia, una costa piena di piccole città, di giardini e di fontane, tra le quali città dette n’è una chiamata Ravello”.

Villa Cimbrone

Villa Cimbrone è una costruzione del primo Novecento. E’ dal suo lussureggiante giardino che termina con la Terrazza dell’Infinito che si gode dello “spettacolo più bello del mondo”. E’ Gore Vidal, autore prolifico di romanzi, saggi ed opere teatrali, ad averlo definito così in alcuni dei suoi romanzi. E come dargli torto? La vista che si gode dal belvedere è senza alcun dubbio mozzafiato.

Ravello, città della musica – Villa Rufolo

Ravello è anche “La Cittá della Musica” in quanto ogni anno ospita il Ravello Festival, il Festival estivo di musica che si svolge a Villa Rufolo che richiama celebrità di portata mondiale nella cittadina della Costa d’Amalfi.

Villa Rufolo è un prestigioso edificio  situato nel centro storico di Ravello, di fronte al Duomo nella Piazza del Vescovado. L’edificio risale al XIII secolo. Nel corso dei secoli è stato oggetto di diverse opere di ristrutturazioni. E’ un vero e proprio gioiello, un edificio unico nel suo genere.

E’ il Belvedere di Villa Rufolo  che con il suo palco proteso nel vuoto ospita spettacoli ed eventi che richiama ogni anno milioni di turisti e spettatori.

Altro elemento di Villa Rufolo che lascia senza fiato è il Giardino, un angolo di paradiso disegnato da  Sir Francis Neville Reid, botanico scozzese,  che innamoratosi delle due Torri Moresche e delle ampie vedute, acquistò la villa e diede avvio alla rinascita dei giardini attraverso  la sistemazione di diverse piante esotiche e l’ampliamento di diverse aree verdi.

Inaugurato Museo del Parco Nazionale del Vesuvio

E’ stato inaugurato  pochi giorni fa, a Boscoreale, il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio. La struttura completamente nuova si aggiunge ai preziosi noti tesori artistici vesuviani, quali l’Antiquarium di Boscoreale, il Parco Archeologico di Pompei, il Parco Archeologico di Ercolano, il MAV Museo Virtuale di Ercolano, gli Scavi di Oplonti e quelli di Stabiae. Un inestimabile patrimonio a cui si aggiungono fattori attrattivi naturali come le bellezze del Parco Nazionale del Vesuvio e quelle dei Monti Lattari.

La gestione del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio di Boscoreale è affidata al Museo MAV di Ercolano, il grande Museo Virtuale che affascina tutti, grandi e piccini.

Tre grandi sale, centro multimediale, Auditorium e Arena Scoperta

Il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio è composto da tre grandi sale allestite con pannelli illustrativi, teche espositive, apparecchiature multimediali, diorami, video e giochi interattivi volti alla descrizione del suolo vesuviano, degli eventi che ne generano la trasformazione in humus, del suo legame con l’ambiente vegetale, animale, e naturalmente con l’uomo.

Il Museo comprende anche:

  • un Centro Multimediale in cui vengono descritti alcuni aspetti della vita e dell’alimentazione nell’area vesuviana prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che seppellì le città di Pompei e di Ercolano e le aree intorno.
  • Un Auditorium di circa 1.300 mq in grado di ospitare 324 spettatori.
  • Un’Arena Scoperta che può ospitare fino a 350 spettatori che potrà ospitare anche proiezioni serali.

Pista ciclopedonale

Il Nuovo Museo del Parco Nazionale del Vesuvio fa parte del piano di rilancio più volte annunciato dal governatore Vincenzo De Luca in cui sono comprese, se pur ancora in fase di progettazione, la nuova funivia sul Vesuvio, il parco floreale e la pista ciclopedonale che collegherà il Vesuvio al litorale oplontino.

Museo del Parco Nazionale del Vesuvio: Orari

Il Museo è aperto nei giorni venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 16.00 (ultimo ingresso).

Tariffe – Over 18: 4 € – Under 18: gratuito – Residenti nei 13 comuni del Parco: gratuito (previa esibizione del documento di identità) – Possessori ticket cratere: gratuito (il ticket va esibito alla biglietteria del Museo).

Indirizzo: Via Le Corbusier 9, 80041 Boscoreale (NA).

Sito Web: https://www.museoparcovesuvio.it

Prenotazione  obbligatoria  sul sito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’origine del nome della città di Sorrento, tra miti e leggende

Sull’origine del nome della città di Sorrento esistono diverse e controverse ipotesi basate per lo più su affascinanti leggende.

L’origine del nome della città di Sorrento, tra miti e leggende

Secondo una delle più note leggende il nome della città deriverebbe da un omaggio alla giovane Sirentum divenuta poi principessa Durazzo.

Si narra infatti che Sirentum fosse una dolce fanciulla nata dall’unione di Mirone, un contadino che viveva a Casarlano, e Leucosia, una delle tre sirene figlie di Acheloo. Sirentum era di una bellezza disarmante e aveva anche un dolcissimo carattere.

Un giorno la giovane fanciulla incontrò la sirena Partenope che colpita da cotanta bellezza non poté fare a meno di lodarla e di pronosticarne il destino. Partenope disse a Sirentum che presto sarebbe diventata una regina. La profezia di Partenope non tardò ad avverarsi. Non trascorse, infatti. molto tempo, che la bella fanciulla ebbe ad incontrare il principe della famiglia Durazzo con il quale convolò a nozze.

I due sposi viaggiarono in lungo e in largo per il mondo soffermandosi per molto tempo nella penisola sorrentina. Nei giorni vissuti a Sorrento, grazie alla loro gentilezza e generosità,  i coniugi Durazzo si guadagnarono l’affetto e la stima di tutti.

Nel 1558 Sorrento fu invasa e saccheggiata dai saraceni i quali catturarono e chiusero in prigione anche la bella Sirentum. A donarle nuovamente la libertà furono gli abitanti di Sorrento che, al fine di averla nuovamente tra loro,  diedero in cambio tutto ciò che possedevano. A seguito della devozione mostrata dal popolo la cittadina fu battezzata col nome di Sirentum.

Non solo leggende

Quella sopra narrata è solo una delle tante leggende legate alla splendida città di Sorrento. Diversi studiosi hanno scartato queste ipotesi e si sono dati da fare per avere delle vere e proprie certezze circa l’origine del nome della città di Sorrento.

Da alcuni studi sembra che il nome “Sorrento” derivi dal greco συρρέω (surreo) che significa “scorrere intorno, confluire”.  Il nome, in questo caso, farebbe riferimento alle caratteristiche morfologiche della costa sorrentina che vede confluire in essa due distinti corsi d’acqua.

 

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Vico Equense, Castello Giusso, una delle dimore più belle in assoluto

Una delle foto più scattate della Costiera Sorrentina è sicuramente il panorama mozzafiato che si gode dal terrazzo a strapiombo di una delle dimore più belle in assoluto: Castello Giusso di Vico Equense.

A qualsiasi ora del giorno, pur variando il panorama a seconda della posizione del sole, la bellezza incontrastata della vista che si gode dalla terrazza costruita sul punto più estremo della scogliera, lascia tutti senza fiato.

Una scenografia di ineguagliabile bellezza. Impossibile non scattare una miriade di fotografie!

Sorprendente il fatto che il castello, seppur così imponente, sia nascosto tra i vicoletti di Vico Equense. Dietro a quello che appare come un comune vicoletto della costiera si apre  una corte con giardini, maniero e la famosa terrazza che generosamente mostra in maniera sfacciata tutta la bellezza del golfo e del Vesuvio.

Oggi location dei più importanti eventi

Eretto alla fine del XIII Secolo, il castello Giusso sito a Vico Equense, ha subito diverse trasformazioni nei secoli. Fu la famiglia Giusso, che lo ha abitato nel periodo compreso fra il 1822 ed il 1934 e della quale ha conservato il nome, a farlo ridipingere del suo caratteristico rosa salmone con cui si presenta ancora oggi.

Oggi, il castello ospita prestigiosi eventi come meeting, mostre d’arte, ma anche cerimonie. Il maniero è anche la location del Social World Film Festival, la Mostra Internazionale del Cinema Sociale che ogni anno si svolge a Vico Equense. Quella di quest’anno sarà la undicesima edizione. Sarà dedicata a Marcello Mastroianni e si svolgerà dall’11 al 18 Luglio. Tantissimi ospiti nazionali ed internazionali per quello che è stato definito dall’attrice Claudia Cardinale “il festival del cinema più emozionante al mondo”

Castello Giusso, le origini

L’ipotesi più accreditata è quella che il maniero sia stato fatto costruire dal feudatario Sparano di Bari tra il 1284 ed il 1289. La famiglia Giusso  lo acquistò per una somma di quattrocentomila ducati . Nel 1934 fu ceduto alla Compagnia di Gesù e nel 1970 fu venduto a privati

Nel castello soggiornò anche il giurista napoletano Gaetano Filangieri, convinto che l’aria del posto avrebbe giovato alla sua salute piuttosto cagionevole. Purtroppo, non fu così! Il giurista morì il 21 luglio 1788.

 Gli affreschi nei saloni

Il castello ha al suo interno cinque sale meravigliosamente affrescate con diversi temi. I dipinti risalgono al 1600 e mostrano l’influenza del Barocco Napoletano.

Per conservarne l’aspetto i dipinti furono ripresi e restaurati nel 1880. Colori intensi e l’uso di oro donano alle sale un aspetto regale.

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A Piano di Sorrento arrivano i fichi dottati del Cilento

Domani, domenica 11 luglio 2021,  Antonio Rizzo con la moglie Teresa a partire dalle ore 9:00 saranno presenti nel mercato ortofrutticolo di Piano di Sorrento.

A Piano di Sorrento arrivano i fichi dottati del Cilento

Antonio Rizzo e sua moglie Teresa sono piccoli produttori di Prignano Cilento, dove da secoli si coltivano i fichi dottati, meglio conosciuti come fichi bianchi del Cilento, che Plinio il Vecchio già vantava come uno dei migliori a seccare.

La ricetta tradizionale più nota realizzata con i fichi monnati è il capocollo di fico monnato: i frutti essiccati vengono aperti, distesi, ricoperti con diversi ingredienti come mandorle o noci, cannella, chiodi di garofano, bucce di limone o mandarino ed infine arrotolati a forma di capocollo. Tagliato a fettine è un raffinato dessert da servire a tavola con un passito, o ancora meglio accompagna bene i gelati, creme dolci o i diversi formaggi tra i quali molto bello l’abbinamento con il Provolone del Monaco DOP.

Un’iniziativa dei Mercati della Terra di Slow Food

L’iniziativa dei Mercati della Terra di Slow Food porta nelle città i piccoli produttori che aderiscono alla filosofia del buono, pulito e giusto, con tutte quelle particolarità che difficilmente si possono trovare sugli scaffali dei supermercati e degli ortofrutta cittadini.

Al mercato ortofrutticolo di Piano di Sorrento si potranno trovare anche  i pani e le farine sannite di grano di saragolla, le verdure estive degli orti stabiesi, sorrentini, le famose le cipolle di Alife, i ricercati fagioli di Controne, le olive ammaccate cilentane, i succhi di melograno da Avellino, le confetture di frutti di bosco, gli oli extravergine dai diversi distretti campani, i limoni sorrentini, le nocciole di Giffoni, le uova fresche da Montechiaro, i mieli di arancia e di millefiori prodotti nei giardini più belli della penisola sorrentina a picco sul mare, i formaggi freschi di Tramonti e finalmente i pomodori di Sorrento nella loro stagione per una profumata caprese estiva.

Per informazioni: mercato@slowfoodcostierasorrentina.it

 

Trekking “leggendario” a Montepertuso

Montepertuso è una frazione di Positano, perla della Costiera Amalfitana.  Il nome della frazione non è casuale. Il Monte Gambera (o Monte Pertuso), infatti, presenta un buco proprio al centro (“pertuso” in dialetto napoletano significa “buco).

Secondo la leggenda in quel luogo ebbe a verificarsi un forte contrasto tra la Madonna e il Diavolo. Fu la Vergine Maria a generare quel foro sfiorando la montagna con il suo dito indice.

La leggenda di Montepertuso

Si narra che nelle grotte del Monte Gambera un tempo vivessero alcuni uomini giunti dall’Oriente.

Il Diavolo desiderava mostrare agli abitanti del luogo le sua forza bucando la montagna, ma nonostante diversi tentativi, non riuscì nel suo intento. La Vergine Maria, invece, sfiorando appena la montagna con il  suo dito indice, aprì un varco in essa attraverso il quale il Diavolo precipitò in basso. A dare sostegno alla leggenda una roccia posta ai piedi del Monte Gambera in cui è ben visibile impressa la forma di un serpente, quella che il Diavolo assunse durante la caduta.

Lo scontro avvenne durante la notte. Gli abitanti del luogo furono risvegliati da un forte boato e da una luce bianca ed accecante al centro della quale videro una giovane donna che disse loro:  “Non abbiate più paura. Il Demonio è stato maledetto ed i suoi sforzi contro questo monte sono finiti, perché distrutto è lo spirito maligno. Resti del suo corpo a forma di serpente si trovano all’altro versante della roccia viva.”

Oggi, sulla parte alta di Montepertuso sorge il tempio dedicato alla Vergine delle Grazie proprio di fronte al monte con il foro. Ogni anno, il 2 Luglio, la leggendaria disputa fra la Vergine Maria ed il Demonio viene rievocata; in onore della Madonna Delle Grazie, il borgo di Montepertuso si illumina a festa. Funzioni religiose, giochi di luci, suoni e proiezioni rallegrano il borgo.

Trekking tra miti e leggende

Montepertuso è anche il luogo ideale per praticare trekking in Costa d’Amalfi. Diversi sentieri, infatti, consentono di giungere al “buco” del Monte Gambera. La fatica per raggiungere il leggendario luogo è ripagata dalla vista di un panorama di impareggiabile bellezza.

Lungo il percorso, molto suggestivo ed accattivante, è possibile imbattersi in greggi al pascolo. La produzione di formaggi e derivati del latte è una delle principali risorse della zona.

A promuovere la bellezza di questi luoghi è I Love Costiera, un motore di ricerca che riunisce e pone in risalto tutte le notizie relative alle singole città, ma anche tutte le notizie relative alle strutture ricettive, ristorative e turistiche della zona.

I Love Costiera consente anche  di scaricare la guida della Costiera Sorrentina e della Costiera Amalfitana, fornendo uno strumento essenziale al fine di pianificare al meglio i giorni di vacanza da trascorrere in costiera.

 

 

 

 

 

 

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