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Napoli, il culto delle “anime pezzentelle”

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E’ notorio che i napoletani abbiamo un rapporto particolare con la morte. Ne è prova il Cimitero delle Fontanelle, un luogo unico al mondo che certo non lascia indifferenti. Oltre 3000 mq dove sono riposti i resti di migliaia di persone. Si trova a Napoli, nel Rione Sanità, uno dei quartieri più ricchi di storia e tradizione che ogni anno attira milioni di visitatori.

La particolarità di questo ossario è il cosiddetto rito delle “anime pezzentelle”, ovvero la cura e  l’adozione da parte di alcuni napoletani di un cranio, di una “capuzzella”, in cambio di sostegno. Ma in che modo un teschio può dare sostegno ad un vivo? E cosa si intende per “anime pezzentelle”?

Le “anime pezzentelle” sono chiamate così perché appartengono a defunti non identificati che non hanno ricevuto una degna sepoltura. Si tratta per lo più di resti di persone morte durante la peste di inizio ‘600. Negli anni alcuni napoletani hanno iniziato a prendersene cura come se fossero i resti dei loro cari. Essi pregavano per le “capuzzelle” affinchè potessero raggiungere il Paradiso. In cambio chiedevano aiuto per ricevere una grazia. Naturalmente qualcuno, come grazia, chiedeva di ottenere i numeri vincenti al lotto. Se la grazia veniva ottenuta il teschio riceveva dei doni: una cappellina, un lumino, dei fiori, ma anche gli oggetti più disparati. Un culto praticato ancora nonostante sia stato bandito e disconosciuto dalla Chiesa nel 1969.

Ci sono teschi che sono diventati famosi per aver esaudito molti desideri e per essere dunque attorniati da teche ricchissime di omaggi. E’ il caso del teschio del Capitano al quale è legata una leggenda piuttosto inquietante.

E’ possibile visitare il Cimitero delle Fontanelle in autonomia, ma è sicuramente più interessante farlo attraverso le visite organizzate dalle guide della Cooperativa sociale “La Paranza”.

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