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I 10 sentieri di trekking più belli della Penisola Amalfitana

La Costiera Amalfitana, da un punto di vista paesaggistico e culturale, è un incanto senza pari. Vi sono tantissimi itinerari dov’è possibile fare escursioni e trekking alla scoperta dei luoghi più caratteristici e belli. Ebbene, ci sono tantissimi percorsi che è possibile seguire. Vediamo quali sono i 10 migliori sentieri di trekking della Costiera Amalfitana e quali vale la pena esplorare.

1 – Sentiero dei limoni

Uno dei sentieri più amati e attraversati di tutta la Costiera Amalfitana è il cosiddetto “Sentiero dei limoni”. Infatti, si tratta di un percorso naturalistico che si fa sui promontori costieri, in posizione panoramica, tra le città di Minori e Maiori. È un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, ricco di suggestioni provenienti dal passato. La strada che congiunge Maiori e Minori, è ricca di borghi ma soprattutto, si possono sbirciare i modi in cui vengono coltivati i limoni in quel territorio. Tra sentieri, tradizione e storia, si potrà passeggiare con una vista mozzafiato e annusando il profumo degli agrumi.

2 – Valle delle Ferriere

Un altro percorso da trekking mozzafiato è quello della Valle delle Ferriere. Parliamo di un percorso che porta dai Monti Lattari verso Amalfi, attraversando ruscelli e boschi. Nel percorso si fa un viaggio tra passato e presente. Si scopre l’Antica ferriera che riforniva di ferro Amalfi. Con una durata di percorso di circa 3 ore, si può passeggiare verso la Costiera Amalfitana partendo dal borgo di Pontone. In questo lembo di terra, si può vedere molto di quella che è la storia di questi Paesi fruttando punti di vista panoramici incantevoli e unici.

Valle delle Ferriere – Sentieri di trekking in Costiera Amalfitana

3 – Sentiero degli Dei

Il Sentiero degli Dei è sicuramente il percorso naturalistico di trekking più famoso di tutta la Costiera Amalfitana. Infatti, è una passeggiata che inizia ad Agerola, ovvero dalla frazione di Bomerano che si trova a 650 metri dal livello del mare. Si attraversa la località di Nocelle e poi tutto un percorso che è stato tracciato dei Greci migliaia di anni or sono e arriva fino a Positano. In questi posti si trovano tante bellezze naturalistiche come la Grotta del Biscotto e numerose case secolari. Ma soprattutto, a fare la differenza è il naturale Belvedere con viste mozzafiato su tutta la Divina.

Sentiero degli Dei – Sentieri di trekking in Costiera Amalfitana

4 – Sentiero delle Vedette

Un altro percorso di trekking da non perdere in Costiera Amalfitana è il cosiddetto “Sentiero delle Vedette” che permette di raggiungere Amalfi dalla città di Scala. Tale percorso dura circa 7 km e richiede 4 ore di tempo. Attraversa tantissime località belle da esplorare ed in più, offre un’ottima vista anche sulla città di Ravello e sul Monte Falerzio. I continui “saliscendi” di questo percorso permettono di vedere punti di vista della Costiera, difficilmente accessibili da altri posti.

5 – Montepertuso – San Michele

Un altro bellissimo sentiero di trekking che è possibile fare in Costiera Amalfitana è quello che parte dalla frazione di Positano, Montepertuso. Infatti, attraversando la caserma della forestale si arriva fino al Monte San Michele. Il percorso permette di esplorare la Grotta con la Madonna di Santa Maria di Castello, attraversare Monte Sant’Angelo a tre Pizzi con un paesaggio molto selvaggio. Si possono scoprire tutte le terrazze naturali che affacciano sul grande Golfo di Napoli e di Salerno.

6 – Il Sentiero della Praia

Tra i sentieri di trekking più affascinanti della Divina vi è quello della Praia. Infatti, parte dalla piazza centrale di Bomerano, nota frazione di Agerola e dalla mulattiera si arriva fino alla Grotta di Santa Barbara per poi raggiungere Marina di Praia verso Praiano. Anche qui, si ha un punto di vista affascinante su uno dei posti più belli della Divina!

7 – Sentiero della volpe pescatrice

Il cosiddetto “Sentiero della volpe pescatrice” è quello che inizia da Furore vicino alla chiesa di Sant’Elia in Piazza del Carmine, fino ad arrivare al noto fiordo naturalistico della città. Questo percorso è abbastanza ripido inizialmente ma in realtà, poiché è affacciato sul mare è davvero piacevole da seguire. Il sentiero è dedicato interamente alla città di Furore che ha degli scorci molto suggestivi e ricchi di angolazioni uniche.

8 – Sentiero del borgo marinaro

Il sentiero di trekking chiamato “del borgo marinaro” parte da Agerola, in particolare del Belvedere “Fausto Coppi”, e porta direttamente al fiordo di Furore. È un percorso molto particolare che è ideale per chi è amante della natura e vuole scoprire anche i piccoli centri cittadini senza tempo che si trovano tra queste due città della Costiera.

9 – I Sentieri di trekking di Capo d’Orso

Proprio a partire da Capo D’Orso a pochi minuti da Amalfi, ci si può incamminare verso Maiori e godere del bellissimo tratto di strada tra questi punti cruciali della Costa Amalfitana. Si potrà scoprire l’abbazia millenaria di Santa Maria De Olearia e andando verso Cetara, si scopriranno tra le tantissime calette, nonché le bellissime e rigogliose cascate di Erchie.

10 – Il Sentiero della Valle del dragone

Il Sentiero della Valle del Dragone è molto semplice e connette la città di Ravello con quella di Atrani, il comune più piccolo d’Italia. Si parte da Piazza del Duomo a Ravello, raggiungendo la chiesa di Santa Maria a Gradillo. Poi si segue il percorso in direzione Amalfi, scendendo verso Atrani e attraversando la cosiddetta “Valle del Dragone”. È un territorio molto bello, splendidamente verde ma anche ricco di storia e di cultura.

 

Il Vallone dei Mulini di Sorrento

Il Vallone di Mulini è uno dei luoghi più suggestivi della costiera sorrentina.  Situato alle spalle di Piazza Tasso, è uno dei luoghi più fotografato ed instagrammato degli ultimi tempi.

La sua origine risale a circa 35.000 anni fa, epoca in cui ebbe a verificarsi una devastante eruzione dei Campi Flegrei. La zona prende il nome dalla presenza di un antico mulino utilizzato in tempo per la macinazione del grano. Oltre al mulino,  nel Vallone, un tempo, erano presenti una segheria che veniva alimentata dalla acque che sgorgavano giù dalle colline ed un lavatoio pubblico dove le donne si recavano per fare il loro bucato.

Fu nel 1866, quando venne realizzata Piazza Tasso che il Vallone fu abbandonato. La realizzazione della piazza ebbe come conseguenza l’incanalamento delle acque ed il riempimento dell’ultima parte del Vallone.

Chiudendo le vie di comunicazione ed isolando il Vallone è venuto a determinarsi un mutamento delle  condizioni climatiche. Il tasso di umidità che si aggira intorno all’80%, ha favorito lo sviluppo di una rara e rigogliosa vegetazione, oltre che della Phillitis Vulgaris, un rarissimo esemplare appartenente alla famiglia delle felci.

Non è difficile poter ammirare anche diverse forme di piante carnivore e prosperi cespugli di capperi.

Il Vallone dei Mulini oggi

Nel corso degli ultimi anni il Vallone ha fatto molto discutere a causa dell’avvio di alcuni lavori di restauro ritenuti  contrastanti con il Piano urbanistico della Penisola Sorrentina. Tali  lavori, prontamente bloccati, ne avrebbero in parte modificato il fascino e la storia, secondo quanti sostengono che sarebbe proprio quell’atmosfera di “solenne abbandono” ad affascinare il visitatore e/o chi si affaccia dalla balaustra della piazza per ammirarlo.

Alberi e arbusti, grazie alla presenza di piccoli torrenti e di un microclima unico, hanno completamente invaso e ricoperto gli antichi ruderi seicenteschi conferendo al Vallone il fascino di un luogo inaccessibile ed inviolato. Restaurarlo per alcuni significa “messa in sicurezza”, per altri un “oltraggio” ad un luogo unico e raro.

 

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Cosa vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni

La Penisola Sorrentina è un territorio magico, uno delle perle del Golfo di Napoli ed è attaccato alla Costiera Amalfitana. Chi vuole scoprire tutto questo territorio e ha a disposizione una settimana, deve segnare carte alla mano tutte le tappe imperdibili. Vediamo quali sono i luoghi da vedere assolutamente per chi trascorre 7 giorni in Penisola Sorrentina. Potrebbe anche essere un’idea quella di sfruttare una barca per visitare tutti i luoghi più incantati della Penisola Sorrentina.

Cosa vedere in Penisola Sorrentina: la città di Sorrento

Un tour che si rispetti della Penisola Sorrentina non può certo non partire da Sorrento. Infatti, questa città si affaccia sulla costa incontaminata e rocciosa molto affascinante. Ricca di vicoli, sapori e culture provenienti da ogni angolo del Pianeta. Vale la pena visitare tutti i suoi vicoletti, fare un aperitivo in piazza Tasso e usufruire delle spiagge locali. Immancabile anche una visita alla villa Fiorentina oppure in villa comunale.

Massa Lubrense e Sant’Agata dei Due Golfi

Per chi si chiede cosa vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni vale anche la pena vedere Vico Equense e Massa Lubrense rappresenta sicuramente un must. Infatti, in direzione dell’area Marina protetta di Punta Campanella si arriva nel territorio di Massa Lubrense che è un Paese tutto proiettato sul mare noto per le sue spiagge. Una delle sue creazioni più belle Sant’Agata dei Due Golfi perché offre un panorama sul mare dove è possibile vedere contemporaneamente uno scorcio sul Golfo di Napoli e su quello di Salerno. Si arriva a vedere l’isola di Capri e gli isolotti Li Galli. È un panorama davvero sensazionale. Poi, non può mancare una sosta alla baia di Ieranto.

Bagni della Regina Giovanna

Baia di Ieranto

È un’insenatura che si trova poco prima di Punta Campanella e Punta Penna: è incontaminata, sensazionale e fu molto apprezzata anche dai Romani e dei Greci. Basti pensare che questi ultimi qui costruirono un tempio dedicato ad Atena, dea della giustizia. Vi sono ancora i resti delle torri installate a scopo difensivo. In più, tra le perle da non perdere in Penisola Sorrentina vi è anche la spiaggia di Nerano dove il mare dai suoi riflessi Smeraldo, rappresenta un luogo dove godere del relax marino in piena tranquillità. Uno dei segnali simbolo per eccellenza della Penisola Sorrentina e lo scoglio di Vervece. Questo scoglio è uno dei siti per fare le immersioni subacquee più ambiti di tutta la Costa. Si trova davanti al porto di Marina della Lobra. Molto spesso si avvistano banchi di barracuda. Poi, vale anche la pena scoprire tutta la parte orientale della Penisola Sorrentina con cittadine come Piano di Sorrento, Meta di Sorrento e Vico Equense. Anche qui, tra monumenti, scorci e piccoli borghi marinari, ci sarà davvero molto da scoprire.

La bellezza del Monte Faito e del Vesuvio

Chi ama la natura, in una settimana in Penisola Sorrentina non può pensare di non fare un tour sul Monte Faito. Approfittando anche della funivia, scoprirà uno dei punti caratteristici più belli di questo immenso patrimonio naturalistico. Inoltre, lo stesso discorso vale per Pompei e in particolare, il Vesuvio. Il Vesuvio, questo immenso vulcano ancora attivo permette di esplorare tutta la sua bellezza. Vi sono numerosi percorsi naturalistici e tour che spiegano la storia del vulcano e fanno scoprire tutto quello che c’è da sapere su questa bellissima realtà. Da qui vale anche la pena fare delle escursioni al sito archeologico patrimonio dell’umanità, uno dei più importanti al mondo che è quello di Pompei.

Capri

Visitare Capri

Chi si chiede cosa vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni, di certo avrà già avuto idea di fare tappa a Capri. L’isola Azzurra, infatti rappresenta una meta eccezionale per tutti coloro che sono amanti della natura e del mare. Capri si raggiunge da Sorrento in poco meno di mezz’ora e vi sono tantissimi collegamenti con tariffe anche vantaggiose. Qui si potranno scoprire le più belle isole del Golfo di Napoli, come ad esempio Ischia o Procida. Ma la vicinanza a Capri è davvero sensazionale e quindi, che si trova almeno una settimana in Penisola Sorrentina di certo non potrà mancare questo appuntamento.

Vico Equense

Le altre cose da vedere in Penisola Sorrentina in 7 giorni

Chi si ferma almeno 7 giorni in Penisola Sorrentina non può perdere anche l’occasione di visitare la Costiera Amalfitana che è attaccata a Sorrento. Infatti, vi sono tanti autobus di linea e mezzi di trasporto disponibili, nonché anche itinerari via mare che permettono di arrivare facilmente delle più belle località della Costa d’Amalfi. In più vale anche la pena fermarsi per una gita a Napoli con la città dei mille monumenti e scoprire tutte le sue bellezze. Sorrento però è anche ricca da un punto di vista enogastronomico e culturale quindi, vale la pena seguire i suoi festival e assaggiare i suoi sapori, gli odori e tutto ciò che c’è da scoprire in questo bellissimo territorio.

Procida

 

Cosa vedere in Costiera Amalfitana in 7 giorni

La Costiera Amalfitana è uno dei posti più belli al Mondo. Infatti, migliaia di persone provenienti da ogni angolo del Pianeta raggiungono questa terra in vari periodi dell’anno. Molto spesso però, riuscire a realizzare un itinerario per scoprire tutti i luoghi più nascosti della Costiera Amalfitana può diventare difficile. Vediamo qual è l’itinerario giusto da seguire e cosa vedere in Costiera amalfitana in 7 giorni per non perdere le cose più belle di questo territorio.

Come arrivare in Costiera Amalfitana

La prima domanda da porsi è qual è il modo giusto per visitare la Costiera Amalfitana. Sicuramente l’automobile rappresenta la soluzione ideale, così come anche qualunque tipo di mezzo autonomo, come ad esempio il motorino. Infatti, si parte dall’aeroporto di Napoli o da quello di Salerno e poi si procede in direzione Salerno fino a raggiungere la prima tappa che è quella di Positano. Le città della Costiera Amalfitana sono anche raggiungibili con mezzi pubblici, come ad esempio il metrò del mare oppure i bus di linea che, seppur frequenti, talvolta, possono diventare dispendiosi in termini di energie, a causa del traffico che soprattutto in estate caratterizza questo territorio. In una settimana, le tappe da non perdere sono le principali città della Divina. Ecco quali sono i luoghi che bisogna assolutamente visitare in Costiera Amalfitana.

Amalfi, Valle delle Ferriere

Positano e Amalfi, le perle della Divina

Positano e Amalfi rappresentano le due città per eccellenza della Costiera Amalfitana. Positano forse è una delle località più note ed è famosa sia per la sua caratteristica moda, ma anche perché, è magnifica a colpo d’occhio.

Positano, Praiano e Furore

A Positano, si possono apprezzare le torri saracene, la chiesa di San Vito, che è il santo protettore della città. Inoltre, è famosa anche per la sua vita notturna che inizia con gli aperitivi al centro fino ai numerosi ristoranti del territorio. A due passi da Positano vi sono anche le città di Praiano e Furore, entrambe molto belle e anche molto più selvagge rispetto alla mondana Positano. A Furore in particolare, si può andare sul fiordo dove è anche possibile, per i più coraggiosi, tuffarsi da un’altezza molto importante. Di certo, però, al di là della possibilità o no di fare un tuffo sensazionale, il borgo è tutto da scoprire e vi dà l’impressione di aver fatto un viaggio nel tempo.

Atrani

Amalfi, Conca dei Marini e Atrani

Amalfi che è la città Costiera per eccellenza e che ha dato anche il nome alla Divina. Infatti, ad Amalfi tra i suoi viottoli e spiagge piacevoli, si può scoprire la vera essenza della Costiera Amalfitana. Da non perdere il Duomo di Amalfi, dedicato a Sant’Andrea con la sua lunga scalinata e la facciata in stile barocco e romanico. Attaccate ad Amalfi vi sono Conca dei Marini e Atrani che sono due borghi marinari praticamente intatti rispetto al passato. Si caratterizzano per tradizioni culturali e folkloristiche davvero molto particolari.

Le altre località della Costiera Amalfitana: cosa vedere in 7 giorni

Chi si sta chiedendo cosa vedere in Costiera amalfitana in 7 giorni, non può certamente snobbare Vietri sul Mare. La città di confine è a due passi da Salerno e dalla Costiera stessa: è famosa soprattutto per le sue ceramiche. Qui infatti si potrà scoprire una delle arti più antiche di tutta la Divina. Insieme a Vietri sul Mare però, vi sono anche altri borghi marinari che vale la pena visitare come ad esempio Cetara oppure Erchie. Entrambe, sono due realtà che sembrano rimaste ferme nel tempo. In primis, Erchie, con le sue calette impreziosite da scogli e mare cristallino sarà davvero ideale per una giornata in spiaggia. Cetara invece, il borgo peschereccio che ospita una torre a picco sul mare, ma è anche famoso per l’enogastronomia. Nello specifico, infatti è possibile assaggiare la colatura di alici. Un condimento prezioso e da non perdere soprattutto per chi vuole scoprire i veri sapori della Divina.

alici

Altre cose da vedere in Costiera Amalfitana in 7 giorni

Tra le altre cose da vedere in Costiera amalfitana in 7 giorni sicuramente Ravello, città d’arte e di cultura. Ravello è un caratterizzata per i suoi tesori come il Duomo di Santa Maria Assunta, i giardini di Villa Rufolo (foto in copertina) e di Villa Cimbrone. In questa villa si trova la cosiddetta “Terrazza sull’infinito”, dove è possibile scovare tutta la bellezza del golfo di Salerno. Chiamata anche “Città della musica” per il suo famoso festival rappresenta sicuramente una tappa obbligata per chi visita la Costiera Amalfitana.

Le insenature nascoste e i tour in barca

Oltre le tante altre località di mare che si trovano tra Ravello da Amalfi, un altro consiglio per chi ha una settimana a disposizione è quella di fermarsi anche in alcune tra le calette meno famose per fare dei bagni nell’acqua cristallina del territorio e sfruttando la posizione particolare di questa terra. Non disdegnate inoltre, una gita in barca. Le calette più belle si raggiungono via mare. Un’altra idea potrebbe essere quella magari di approfittare della vostra settimana in Costiera Amalfitana per visitare Capri, partendo da Positano o da Amalfi, per scoprire le bellezze dell’isola Azzurra.

 

Minori – Al via “La Notte del Panettone in riva al mare”,

Il 24 agosto a Minori, in Costiera Amalfitana, si terrà “La Notte del Panettone in riva al mare”, a partire dalle ore 19.00 La prima edizione della manifestazione è organizzata dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, con la collaborazione del Maestro Salvatore De Riso, già Presidente dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani, in collaborazione con il Comune di Minori, Gusta Minori, Proloco di Minori, Consorzio del Limone Costa d’Amalfi I.G.P. e Video Type.

Minori, in arrivo “La notte del Panettone in riva al mare”

«È un onore per i Maestri dell’Accademia – spiega il Presidente Claudio Gatti –
presentare al pubblico i nostri lievitati in un territorio ricco dal punto di vista di
storia gastronomica e di materie prime che rappresentano l’eccellenza
del made in Italy
» 

«Sarà un grande giorno per Minori e tutta la Costiera Amalfitana
– spiega il Maestro Salvatore De Riso – accogliere i membri dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, eccellenze nel settore dei lievitati, e poter organizzare nella mia terra un evento così prestigioso.
Questo è sempre stato un mio grande desiderio. L’Accademia è nata per divulgare
il gusto del vero panettone artigianale e spero che Minori possa diventare una tappa fissa di questo percorso»

 

 

Sal De Riso:Un evento così prestigioso nella mia terra, è magnifico ed è sempre stato un mio grande desiderio”

Entusiasta il maestro Sal De Riso nell’annunciare l’evento che riserverà tante sorprese. «Sarà un grande giorno per Minori e tutta la Costiera Amalfitana – ha dichiarato – accogliere i membri dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano, eccellenze nel settore dei lievitati, e poter organizzare nella mia terra un evento così prestigioso, è magnifico ed è sempre stato un mio grande desiderio. L’Accademia è nata per divulgare in giro per il mondo il gusto del vero panettone artigianale e spero che Minori possa diventare una tappa fissa di questo percorso».

 Per info: segreteria@accademiamaestrilievitomadrepanettoneitaliano.itwww.accademiamaestrilievitomadrepanettoneitaliano.i

Al via la prima edizione de“Il Canto delle sirene – Festival Internazionale di Capri”

Dal 10 al 20 settembre a Capri si svolgerà la prima edizione della rassegna “Il Canto delle sirene – Festival Internazionale di Capri, kermesse di teatro, musica e arti visive diretta dall’attore e regista Geppi Gleijeses.

A Settembre la prima edizione de“Il Canto delle sirene – Festival Internazionale di Capri”

Il Canto delle Sirene – Festival internazionale di Capri” nasce da un sogno di Geppy Gleijeses.
“Diverso tempo dopo aver immaginato il concerto nel dormiveglia, ho fatto un sopralluogo nella grotta con le autorità del posto. C’era una nicchia, una sorta di palcoscenico naturale che poteva costituire un approdo” – ha spiegato Gleijeses –  Gli spettatori entreranno in grotta su piccole barche a gruppi di due o quattro, a seconda delle regole di distanziamento. Ci saranno più concerti nel pomeriggio per permettere al pubblico di godere delle rifrazioni della luce più belle. Di solito alla Grotta Azzurra si va in visita turistica. Solo dopo le 18 è accessibile a tutti. Ma le luci migliori non ci sono più”.

Il programma

La kermesse si aprirà il 10 settembre al Centro Caprense Ignazio Cerio con la mostra di Gabriele Giugni, fotografo che ha ripercorso, in barca a vela, il viaggio di Ulisse. L’11 settembre presso il  Chiostro Grande Certosa di San Giacomo il reading “Il resto di niente”, con Stefania Sandrelli e Marisa Laurito; Il 14 settembre presso Chiostro Grande Certosa di San Giacomo ci sarà la Nuova Compagnia di Canto Popolare che si alternerà con Eugenio Bennato e la partecipazione di Patrizio Trampetti e Giovanni Mauriello.

Il 17 settembre alla Terrazza Caesar Augustus “Aneme pezzentelle blues”, le anime del Purgatorio che sperano di essere “arrefrescate” Tromba, batteria e pianoforte per riportare in scena Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani, Ferdinando Russo, Salvatore Di Giacomo, Annibale Ruccello, Enzo Moscato, Alfredo Guarino.

Il 18 settembre, il tanto atteso concerto nella Grotta Azzurra. Brani della tradizione canora ottocentesca napoletana con le voci di Mario Maglione e Fiorenza Calogero.

il 19 settembre va in scena “Il Malato immaginario” di Molière con Emilio Solfrizzi, regia di Guglielmo Ferro.

“Fare teatro nei luoghi più teatrali del mondo è un privilegio, un atto d’amore nei confronti dell’isola, dei residenti e dei visitatori”.

“Un’anticipazione degli eventi di Procida Capitale della Cultura”

 “La Campania continua a essere la Regione d’Italia che produce più cultura – ha dichiarato il presidente della Regione, Vincenzo De Luca durante la conferenza stampa – Questo ulteriore evento si aggiunge a quelli per l’anniversario di Caruso, agli eventi di mostre, teatro, lirica che abbiamo promosso in queste settimane e mesi e punta ad essere un’anticipazione degli eventi di Procida Capitale della Cultura.”

Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito nel rispetto delle norme anticovid.

 

 

Ravello, il panorama più bello del mondo

La Costiera Amalfitana è una collana di perle. Ravello con le sue bellezze naturalistiche sapientemente intrecciate a suggestive architetture, è una delle preziose perle che compongono questa spettacolare collana.

Dai suoi 350 metri di altezza Ravello offre al visitatore quello che viene definito “il panorama più bello del mondo”.

Della Costiera Amalfitana e di Ravello ne rimase colpito anche Boccaccio, tant’è che sue sono queste parole:

“E’ la più dilettevole parte d’Italia, una costa piena di piccole città, di giardini e di fontane, tra le quali città dette n’è una chiamata Ravello”.

Villa Cimbrone

Villa Cimbrone è una costruzione del primo Novecento. E’ dal suo lussureggiante giardino che termina con la Terrazza dell’Infinito che si gode dello “spettacolo più bello del mondo”. E’ Gore Vidal, autore prolifico di romanzi, saggi ed opere teatrali, ad averlo definito così in alcuni dei suoi romanzi. E come dargli torto? La vista che si gode dal belvedere è senza alcun dubbio mozzafiato.

Ravello, città della musica – Villa Rufolo

Ravello è anche “La Cittá della Musica” in quanto ogni anno ospita il Ravello Festival, il Festival estivo di musica che si svolge a Villa Rufolo che richiama celebrità di portata mondiale nella cittadina della Costa d’Amalfi.

Villa Rufolo è un prestigioso edificio  situato nel centro storico di Ravello, di fronte al Duomo nella Piazza del Vescovado. L’edificio risale al XIII secolo. Nel corso dei secoli è stato oggetto di diverse opere di ristrutturazioni. E’ un vero e proprio gioiello, un edificio unico nel suo genere.

E’ il Belvedere di Villa Rufolo  che con il suo palco proteso nel vuoto ospita spettacoli ed eventi che richiama ogni anno milioni di turisti e spettatori.

Altro elemento di Villa Rufolo che lascia senza fiato è il Giardino, un angolo di paradiso disegnato da  Sir Francis Neville Reid, botanico scozzese,  che innamoratosi delle due Torri Moresche e delle ampie vedute, acquistò la villa e diede avvio alla rinascita dei giardini attraverso  la sistemazione di diverse piante esotiche e l’ampliamento di diverse aree verdi.

Inaugurato Museo del Parco Nazionale del Vesuvio

E’ stato inaugurato  pochi giorni fa, a Boscoreale, il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio. La struttura completamente nuova si aggiunge ai preziosi noti tesori artistici vesuviani, quali l’Antiquarium di Boscoreale, il Parco Archeologico di Pompei, il Parco Archeologico di Ercolano, il MAV Museo Virtuale di Ercolano, gli Scavi di Oplonti e quelli di Stabiae. Un inestimabile patrimonio a cui si aggiungono fattori attrattivi naturali come le bellezze del Parco Nazionale del Vesuvio e quelle dei Monti Lattari.

La gestione del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio di Boscoreale è affidata al Museo MAV di Ercolano, il grande Museo Virtuale che affascina tutti, grandi e piccini.

Tre grandi sale, centro multimediale, Auditorium e Arena Scoperta

Il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio è composto da tre grandi sale allestite con pannelli illustrativi, teche espositive, apparecchiature multimediali, diorami, video e giochi interattivi volti alla descrizione del suolo vesuviano, degli eventi che ne generano la trasformazione in humus, del suo legame con l’ambiente vegetale, animale, e naturalmente con l’uomo.

Il Museo comprende anche:

  • un Centro Multimediale in cui vengono descritti alcuni aspetti della vita e dell’alimentazione nell’area vesuviana prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che seppellì le città di Pompei e di Ercolano e le aree intorno.
  • Un Auditorium di circa 1.300 mq in grado di ospitare 324 spettatori.
  • Un’Arena Scoperta che può ospitare fino a 350 spettatori che potrà ospitare anche proiezioni serali.

Pista ciclopedonale

Il Nuovo Museo del Parco Nazionale del Vesuvio fa parte del piano di rilancio più volte annunciato dal governatore Vincenzo De Luca in cui sono comprese, se pur ancora in fase di progettazione, la nuova funivia sul Vesuvio, il parco floreale e la pista ciclopedonale che collegherà il Vesuvio al litorale oplontino.

Museo del Parco Nazionale del Vesuvio: Orari

Il Museo è aperto nei giorni venerdì, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 16.00 (ultimo ingresso).

Tariffe – Over 18: 4 € – Under 18: gratuito – Residenti nei 13 comuni del Parco: gratuito (previa esibizione del documento di identità) – Possessori ticket cratere: gratuito (il ticket va esibito alla biglietteria del Museo).

Indirizzo: Via Le Corbusier 9, 80041 Boscoreale (NA).

Sito Web: https://www.museoparcovesuvio.it

Prenotazione  obbligatoria  sul sito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L’origine del nome della città di Sorrento, tra miti e leggende

Sull’origine del nome della città di Sorrento esistono diverse e controverse ipotesi basate per lo più su affascinanti leggende.

L’origine del nome della città di Sorrento, tra miti e leggende

Secondo una delle più note leggende il nome della città deriverebbe da un omaggio alla giovane Sirentum divenuta poi principessa Durazzo.

Si narra infatti che Sirentum fosse una dolce fanciulla nata dall’unione di Mirone, un contadino che viveva a Casarlano, e Leucosia, una delle tre sirene figlie di Acheloo. Sirentum era di una bellezza disarmante e aveva anche un dolcissimo carattere.

Un giorno la giovane fanciulla incontrò la sirena Partenope che colpita da cotanta bellezza non poté fare a meno di lodarla e di pronosticarne il destino. Partenope disse a Sirentum che presto sarebbe diventata una regina. La profezia di Partenope non tardò ad avverarsi. Non trascorse, infatti. molto tempo, che la bella fanciulla ebbe ad incontrare il principe della famiglia Durazzo con il quale convolò a nozze.

I due sposi viaggiarono in lungo e in largo per il mondo soffermandosi per molto tempo nella penisola sorrentina. Nei giorni vissuti a Sorrento, grazie alla loro gentilezza e generosità,  i coniugi Durazzo si guadagnarono l’affetto e la stima di tutti.

Nel 1558 Sorrento fu invasa e saccheggiata dai saraceni i quali catturarono e chiusero in prigione anche la bella Sirentum. A donarle nuovamente la libertà furono gli abitanti di Sorrento che, al fine di averla nuovamente tra loro,  diedero in cambio tutto ciò che possedevano. A seguito della devozione mostrata dal popolo la cittadina fu battezzata col nome di Sirentum.

Non solo leggende

Quella sopra narrata è solo una delle tante leggende legate alla splendida città di Sorrento. Diversi studiosi hanno scartato queste ipotesi e si sono dati da fare per avere delle vere e proprie certezze circa l’origine del nome della città di Sorrento.

Da alcuni studi sembra che il nome “Sorrento” derivi dal greco συρρέω (surreo) che significa “scorrere intorno, confluire”.  Il nome, in questo caso, farebbe riferimento alle caratteristiche morfologiche della costa sorrentina che vede confluire in essa due distinti corsi d’acqua.

 

Leggi anche: Dove alloggiare a Sorrento

Vico Equense, Castello Giusso, una delle dimore più belle in assoluto

Una delle foto più scattate della Costiera Sorrentina è sicuramente il panorama mozzafiato che si gode dal terrazzo a strapiombo di una delle dimore più belle in assoluto: Castello Giusso di Vico Equense.

A qualsiasi ora del giorno, pur variando il panorama a seconda della posizione del sole, la bellezza incontrastata della vista che si gode dalla terrazza costruita sul punto più estremo della scogliera, lascia tutti senza fiato.

Una scenografia di ineguagliabile bellezza. Impossibile non scattare una miriade di fotografie!

Sorprendente il fatto che il castello, seppur così imponente, sia nascosto tra i vicoletti di Vico Equense. Dietro a quello che appare come un comune vicoletto della costiera si apre  una corte con giardini, maniero e la famosa terrazza che generosamente mostra in maniera sfacciata tutta la bellezza del golfo e del Vesuvio.

Oggi location dei più importanti eventi

Eretto alla fine del XIII Secolo, il castello Giusso sito a Vico Equense, ha subito diverse trasformazioni nei secoli. Fu la famiglia Giusso, che lo ha abitato nel periodo compreso fra il 1822 ed il 1934 e della quale ha conservato il nome, a farlo ridipingere del suo caratteristico rosa salmone con cui si presenta ancora oggi.

Oggi, il castello ospita prestigiosi eventi come meeting, mostre d’arte, ma anche cerimonie. Il maniero è anche la location del Social World Film Festival, la Mostra Internazionale del Cinema Sociale che ogni anno si svolge a Vico Equense. Quella di quest’anno sarà la undicesima edizione. Sarà dedicata a Marcello Mastroianni e si svolgerà dall’11 al 18 Luglio. Tantissimi ospiti nazionali ed internazionali per quello che è stato definito dall’attrice Claudia Cardinale “il festival del cinema più emozionante al mondo”

Castello Giusso, le origini

L’ipotesi più accreditata è quella che il maniero sia stato fatto costruire dal feudatario Sparano di Bari tra il 1284 ed il 1289. La famiglia Giusso  lo acquistò per una somma di quattrocentomila ducati . Nel 1934 fu ceduto alla Compagnia di Gesù e nel 1970 fu venduto a privati

Nel castello soggiornò anche il giurista napoletano Gaetano Filangieri, convinto che l’aria del posto avrebbe giovato alla sua salute piuttosto cagionevole. Purtroppo, non fu così! Il giurista morì il 21 luglio 1788.

 Gli affreschi nei saloni

Il castello ha al suo interno cinque sale meravigliosamente affrescate con diversi temi. I dipinti risalgono al 1600 e mostrano l’influenza del Barocco Napoletano.

Per conservarne l’aspetto i dipinti furono ripresi e restaurati nel 1880. Colori intensi e l’uso di oro donano alle sale un aspetto regale.

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Leggi anche: Cosa fare e vedere a Vico Equense

 

 

 

 

 

 

 

 

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A Piano di Sorrento arrivano i fichi dottati del Cilento

Domani, domenica 11 luglio 2021,  Antonio Rizzo con la moglie Teresa a partire dalle ore 9:00 saranno presenti nel mercato ortofrutticolo di Piano di Sorrento.

A Piano di Sorrento arrivano i fichi dottati del Cilento

Antonio Rizzo e sua moglie Teresa sono piccoli produttori di Prignano Cilento, dove da secoli si coltivano i fichi dottati, meglio conosciuti come fichi bianchi del Cilento, che Plinio il Vecchio già vantava come uno dei migliori a seccare.

La ricetta tradizionale più nota realizzata con i fichi monnati è il capocollo di fico monnato: i frutti essiccati vengono aperti, distesi, ricoperti con diversi ingredienti come mandorle o noci, cannella, chiodi di garofano, bucce di limone o mandarino ed infine arrotolati a forma di capocollo. Tagliato a fettine è un raffinato dessert da servire a tavola con un passito, o ancora meglio accompagna bene i gelati, creme dolci o i diversi formaggi tra i quali molto bello l’abbinamento con il Provolone del Monaco DOP.

Un’iniziativa dei Mercati della Terra di Slow Food

L’iniziativa dei Mercati della Terra di Slow Food porta nelle città i piccoli produttori che aderiscono alla filosofia del buono, pulito e giusto, con tutte quelle particolarità che difficilmente si possono trovare sugli scaffali dei supermercati e degli ortofrutta cittadini.

Al mercato ortofrutticolo di Piano di Sorrento si potranno trovare anche  i pani e le farine sannite di grano di saragolla, le verdure estive degli orti stabiesi, sorrentini, le famose le cipolle di Alife, i ricercati fagioli di Controne, le olive ammaccate cilentane, i succhi di melograno da Avellino, le confetture di frutti di bosco, gli oli extravergine dai diversi distretti campani, i limoni sorrentini, le nocciole di Giffoni, le uova fresche da Montechiaro, i mieli di arancia e di millefiori prodotti nei giardini più belli della penisola sorrentina a picco sul mare, i formaggi freschi di Tramonti e finalmente i pomodori di Sorrento nella loro stagione per una profumata caprese estiva.

Per informazioni: mercato@slowfoodcostierasorrentina.it

 

Trekking “leggendario” a Montepertuso

Montepertuso è una frazione di Positano, perla della Costiera Amalfitana.  Il nome della frazione non è casuale. Il Monte Gambera (o Monte Pertuso), infatti, presenta un buco proprio al centro (“pertuso” in dialetto napoletano significa “buco).

Secondo la leggenda in quel luogo ebbe a verificarsi un forte contrasto tra la Madonna e il Diavolo. Fu la Vergine Maria a generare quel foro sfiorando la montagna con il suo dito indice.

La leggenda di Montepertuso

Si narra che nelle grotte del Monte Gambera un tempo vivessero alcuni uomini giunti dall’Oriente.

Il Diavolo desiderava mostrare agli abitanti del luogo le sua forza bucando la montagna, ma nonostante diversi tentativi, non riuscì nel suo intento. La Vergine Maria, invece, sfiorando appena la montagna con il  suo dito indice, aprì un varco in essa attraverso il quale il Diavolo precipitò in basso. A dare sostegno alla leggenda una roccia posta ai piedi del Monte Gambera in cui è ben visibile impressa la forma di un serpente, quella che il Diavolo assunse durante la caduta.

Lo scontro avvenne durante la notte. Gli abitanti del luogo furono risvegliati da un forte boato e da una luce bianca ed accecante al centro della quale videro una giovane donna che disse loro:  “Non abbiate più paura. Il Demonio è stato maledetto ed i suoi sforzi contro questo monte sono finiti, perché distrutto è lo spirito maligno. Resti del suo corpo a forma di serpente si trovano all’altro versante della roccia viva.”

Oggi, sulla parte alta di Montepertuso sorge il tempio dedicato alla Vergine delle Grazie proprio di fronte al monte con il foro. Ogni anno, il 2 Luglio, la leggendaria disputa fra la Vergine Maria ed il Demonio viene rievocata; in onore della Madonna Delle Grazie, il borgo di Montepertuso si illumina a festa. Funzioni religiose, giochi di luci, suoni e proiezioni rallegrano il borgo.

Trekking tra miti e leggende

Montepertuso è anche il luogo ideale per praticare trekking in Costa d’Amalfi. Diversi sentieri, infatti, consentono di giungere al “buco” del Monte Gambera. La fatica per raggiungere il leggendario luogo è ripagata dalla vista di un panorama di impareggiabile bellezza.

Lungo il percorso, molto suggestivo ed accattivante, è possibile imbattersi in greggi al pascolo. La produzione di formaggi e derivati del latte è una delle principali risorse della zona.

A promuovere la bellezza di questi luoghi è I Love Costiera, un motore di ricerca che riunisce e pone in risalto tutte le notizie relative alle singole città, ma anche tutte le notizie relative alle strutture ricettive, ristorative e turistiche della zona.

I Love Costiera consente anche  di scaricare la guida della Costiera Sorrentina e della Costiera Amalfitana, fornendo uno strumento essenziale al fine di pianificare al meglio i giorni di vacanza da trascorrere in costiera.

 

 

 

 

 

 

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Snorkeling e diving in Costiera

Snorkeling e diving in Costiera – Per gli appassionati di sport marini e subacquei, i fondali del tratto costiero che va da Sorrento a Positano offrono emozioni uniche. Maschera, pinne e respiratore per immergersi in un vero e proprio “mare di scoperte”.

La Costiera vanta acque ricchissime di bellezze e tesori nascosti. I fondali sono ricchi di vegetazione e offrono dimora a tante diverse specie di pesci come  cernie, scorfani e ricciole, ma anche polipi, murene e piccoli pesci che si muovono sempre in branco. Naturalmente la presenza di scogli contribuisce ad arricchire la flora e la fauna marina.

Molto ricca e variegata anche la vegetazione. Presenti l’attinia,  meglio conosciuta come “pomodoro di mare” e i ricci di mare (in dialetto chiamati “angin”) che possono essere raccolti, in alcuni momenti dell’anno. I ricci sono alla base di tante gustose ricette locali.

Snorkeling, dove praticarlo

Una delle zone più ricche di flora e fauna marina si trova a largo di Positano dove gli appassionati possono immergersi ed ammirare diverse calette e grotte tutte da esplorare

Spingendosi verso l’Isola di Capri interessanti sono anche la Grotta Verde e la Grotta Bianca. Anche le caratteristiche isole dei Galli costituiscono un’altra location da esplorare sott’acqua.

Si tratta di fondali che offrono esperienze uniche per via dell’eccezionale concentrazione di biodiversità e della ricchezza di specie che popolano le acque più superficiali, tanto da spingere gli appassionati di sport acquatici a partire anche da molto lontano pur di vivere questa esperienza.

Snorkeling e diving in Costiera

Diving, fondali ricchi di vita e di colori

Anche gli appassionati di diving  trovano nella Costiera un’area che offre grandi esperienze. In primis per via dell’area marina protetta di Punta Campanella, un vero e proprio acquario naturale.  Grotte, anfratti, cavità, secche in mare aperto, dove la corrente e la presenza di piccolo pesce azzurro favoriscono il passaggio di tonni e ricciole. E ancora anemoni di mare e esemplari di pinna nobilis. Sui fondali più profondi praterie di poseidonia.

I fondali della Baia di Ieranto celano un mondo ricco di vita e di colori: 260 specie censite, tra quelle stanziali, quelle che visitano la zona periodicamente e quelle che si affacciano di tanto in tanto nella baia, come tartarughe, tonni, delfini. Una ricca biodiversità favorita dal cosiddetto fenomeno dell’upwelling. la risalita d’acqua degli strati più profondi che, grazie ad un continuo apporto negli strati superficiali di nutrienti, contribuisce ad arricchire la varietà di flora e fauna.

Fondali, dunque per tutti i gusti, atti a soddisfare qualunque interesse subacqueo: fotografico, naturalistico, speleologico e anche archeologico.

 

 

 

 

 

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Il fascino della Costiera Sorrentina che ha ispirato poeti e musicisti

“Vide ‘o mare quant’è bello, spira tanto sentimento, comme tu a chi tiene mente, ca scetato ‘o faje sunnà.” (Vedi il mare quanto è bello, ispira molto sentimento, come te a chi osservi, che pur sveglio fai sognare). È la prima strofa di “Torna a Surriento”, la canzone composta da Ernesto De Curtis, divenuta un successo internazionale.

Il fascino della Costiera Sorrentina

Il fascino della Costiera Sorrentina ha da sempre incantato tutti e ispirato molti. Se Ernesto De Curtis nel 1894 componeva la celeberrima “Torna a Surriento” interpretata nei secoli da tantissimi artisti di fama internazionale, da Elvis Presley a Luciano Pavarotti, anche altri autori hanno voluto sottolineare attraverso la loro arte la infinita bellezza della costiera sorrentina.

Nasceva così, ad esempio, nel 1986 “Caruso”, il brano del cantautore bolognese Lucio Dalla, che inizia con queste parole: “Qui dove il mare luccica, e tira forte il vento, su una vecchia terrazza, davanti al golfo di Surriento”.

Bellezza e nostalgia trasuda dal testo di Dalla per il litorale campano che ha per spina dorsale la catena dei Monti Lattari che digrada fino a Punta Campanella.

Passeggiare tra i vicoletti

La Costiera Sorrentina è famosa in tutto il mondo. Ogni anno milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo accorrono per trascorrere dolci momenti in un tratto di costa di suggestiva e di rara bellezza paesaggistica e naturalistica. Tra le aree naturali vanno sicuramente annoverate la Baia di Ieranto dalle acque cristalline e quella marina di Punta Campanella inserita nel patrimonio WWF, caratterizzata, oltre che dalla bellezza paesaggistica, anche dalla presenza di un’antica torre d’avvistamento saracena.

Per godere al meglio la bellezza di questi luoghi è consigliabile perdersi tra i vicoletti delle varie città che compongono la costiera seguendo i profumi della ricca tradizione enogastronomica, fermandosi davanti alle botteghe degli artigiani locali e meravigliandosi di quanta storia si possa respirare solo passeggiando in questi luoghi.  Seguendo i sentieri interni, a tratti, sembrerà di essere giunti in paradiso per i panorami di ineguagliabile bellezza e l’aria dolce che profuma di agrumi.

Sorrento è tra tutte una delle mete più ambite. Oltre alla dolce vita e alla mondanità, di grande interesse alcuni monumenti e alcuni edifici storici come l’imponente Cattedrale in stile romanico, la Chiesa dei Santi Felice e Baccolo e la Chiesa di San Francesco con il bellissimo Chiostro di San Francesco arricchito da un giardino ricco di alberi e fiori colorati.

Per tutti i gusti

La Costiera Sorrentina offre tantissime soluzioni. Gli sportivi, oltre a cimentarsi lungo i sentieri di Monte Faito e della catena dei Monti Lattari che conducono a luoghi di rara bellezza, possono trascorrere le proprie giornate facendo escursioni in barca e immersioni subacquee. Molti sono i fondali marini che meritano di essere esplorati come quelli al largo di Massa Lubrense dove è possibile avvistare lo scoglio del Vervece o quelli di Nerano dove potere ammirare le sue grotte sottomarine.

Per chi predilige la cultura, ci sono luoghi intrisi di storia. Uno fra tutti i Bagni della Regina Giovanna dove la sovrana di Napoli (Giovanna D’Angiò) soleva fare il bagno tra il 1371 ed il 1435 (si vocifera insieme ai suoi numerosi amanti).

Gli amanti della buona cucina troveranno locali e ristoranti rinomati in tutta la costiera. Specialità di mare, ma anche specialità casearie dei Monti Lattari. Vere ghiottonerie per i palati più raffinati.

 

 

Mare pulito in Campania – Ben 19 Bandiere Blu

Bandiere Blu 2021 in Campania – Ben 19 bandiere blu, spiagge e approdi turistici al top.

Bandiere Blu, Campania prima regione del Sud Italia

La Campania risulta essere la seconda regione in Italia per Bandiere blu, dopo la Liguria. Con 19 bandiere blu (una in più rispetto allo scorso anno) la Campania è la prima regione del Sud Italia.

Di seguito l’elenco delle spiagge Bandiera Blu 2021 in Campania

Provincia di Napoli

Anacapri: Faro/Punta Carena, Gradola/Grotta Azzurra;
Massa Lubrense: Baia delle Sirene, Marina del Cantone, Marina di Puolo, Recommone;
Piano di Sorrento: Marina di Cassano;
Sorrento: Marina Grande, San Francesco;
Vico Equense:  Bikini, Scrajo Mare, Marina di Vico, Marina di Seiano Ovest Porto, Capo La Gala.

Provincia di Salerno

Agropoli: Licina, Lungomare San Marco, Torre San Marco, Trentova, Spiaggia libera Porto;
Ascea: Piana di Velia, Torre del Telegrafo, Marina di Ascea;
Capaccio: Licinella, Varolato/La Laura/Casina D’Amato, Foce Acqua dei Ranci;
Camerota: Cala Finocchiara e San Domenico;
Casal Velino: Lungomare/Isola, Dominella/Torre;
Castellabate: Lago Tresino, Marina Piccola, Cala Pozzillo/San Marco, Punta Inferno, Ogliastro;
Centola: Marinella, Palinuro (Porto/Dune e Saline);
Montecorice: Baia Arena, Capitello, Agnone, San Nicola;
Pisciotta: Ficaiola, Torraca/Gabella, Fosso della Marina, Petracciaio, Marina Acquabianca;
Pollica: Acciaroli, Pioppi;
Positano: Spiaggia Grande, Arienzo, Fornillo;
San Mauro Cilento: Mezzatorre;
Sapri: San Giorgio, Cammarelle;
Vibonati: Villammare, Santa Maria Le Piane, Oliveto.

I Comuni bandiera Blu 2021 in Campania

Provincia di Napoli

Vico Equense
Piano di Sorrento
Sorrento
Massa Lubrense
Anacapri

Provincia di Salerno

Positano
Capaccio
Agropoli
Castellabate
Montecorice
San Mauro Cilento
Pollica
Casal Velino
Ascea
Pisciotta
Centola
Camerota
Vibonati
Sapri

Gli approdi bandiera blu 2021 in Campania

Provincia di Napoli

Sudcantieri (Pozzuoli)
Porto Turistico di Capri (Capri)
Yachting Santa Margherita (Procida)
Cala degli Aragonesi (Casamicciola)

Provincia di Salerno

Marina D’Arechi (Salerno)
Porto Turistico di Agropoli (Agropoli)
Marina di Acciaroli (Pollica)
Marina di Casal Velino (Casal Velino)
Porto Turistico di Palinuro (Centola)
Marina di Camerota

 

Atrani, tanta bellezza in formato “concentrato”

Percorrendo la meravigliosa strada della Costiera Amalfitana, oltre a godere di scorci panoramici dalla bellezza mozzafiato spaziando con lo sguardo dal blu cobalto delle acque del Mar Tirreno al verde della lussureggiante vegetazione che caratterizza i Monti Lattari, ci si imbatte in luoghi dalle caratteristiche davvero uniche.

In un susseguirsi di luoghi incantevoli con i loro promontori, spiagge e profumate terrazze coltivate ad agrumi,  troviamo uno dei paesi della Costiera Amalfitana che vanta uno straordinario record nazionale, quello di essere il comune più piccolo d’Italia. Si tratta di Atrani che, pur essendo piccolo piccolo, si mostra in tutta la sua bellezza, tanto da esser stato annoverato tra i Borghi più belli d’Italia.

Costiera Amalfitana, “piccoli” grandi record

Atrani misura solo 0,12 km quadrati. E’ dunque una vera bomboniera! Una bomboniera particolarmente affollata se si considera che in quest’oasi felice vivono circa 850 persone. Doppio record dunque per Atrani. Con i suoi 0,1206 km² Atrani è infatti, non solo il più piccolo comune italiano per superficie, ma anche il comune con maggiore densità di popolazione della provincia di Salerno.

Passeggiate, escursioni, trekking,  mare

Al borgo di Atrani, Enzo del Pizzo ebbe a dedicare una bellissima poesia in dialetto napoletano dal titolo “Atrani è nu presepio” i cui versi sottolineano la bellezza del luogo, ma anche il fatto che il comune si presenti in un formato, potremo dire, “concentrato”.

Impossibile non restare estasiati passeggiando tra i vicoli e le stradine che si snodano dalla piccola piazzetta che dirottano lo sguardo del visitatore su case colorate  che sembrano abbracciarsi ed archi che delimitano ogni angolo.

Risalendo poi i vicoli dalla piazzetta principale, si procede verso i monti con la possibilità di raggiungere i bellissimi paesi vicini come Ravello, Scala, Pontone che sono davvero “a un tiro di schioppo”. La stessa Amalfi può essere raggiunta a piedi percorrendo una strada particolarmente panoramica.

Una bellissima spiaggia caratterizzata da sabbia e ghiaietto offre pace e ristoro agli amanti del mare. La baia, ovviamente, è minuscola, ma il fascino del panorama circostante è davvero imperdibile. Le case colorate, la chiesa con la cupola maiolicata e le caratteristiche arcate della tortuosa statale contribuiscono ad arricchire il quadro del panorama costituendone una meravigliosa cornice.

Cosa vedere ad Atrani

La piazzetta principale, cuore della cittadina, è il luogo di incontro di tutti, turisti di tutto il mondo e gente del posto. E’ il luogo in cui ci si rilassa gustando una delle rinomate specialità o bevendo qualcosa sostando ai tavolini dei bar e ristoranti.

Nella piazzetta campeggia la Chiesa di San Salvatore de’ Birecto dove ebbe a svolgersi l’incoronazione dei duchi durante il periodo della Repubblica di Amalfi. Molto apprezzati il suo orologio, la sua porta in bronzo e la sua scalinata.

Incastonata nella parete rocciosa, l’antica Cappella di Santa Maria del Bando è raggiungibile attraverso una lunga e ripida scalinata. Un po’ faticoso il percorso, ma decisamente suggestivo il panorama. Assolutamente da visitare anche la Collegiata, situata sul promontorio che domina il borgo.

Ad Atrani è legata anche una parte della storia di Tommaso Aniello, meglio conosciuto come Masaniello. Secondo la tradizione Masaniello nel tentativo di sfuggire ai soldati del viceré di Napoli, ebbe a rifugiarsi in una grotta poco distante la casa materna (Masaniello era per metà atranese). E’ possibile visitare ed ammirare la casa-grotta di Masaniello che si trova, tra l’altro, accanto alla Collegiata. Si tratta pur sempre di una leggenda, ma è storicamente accertato che la casa poco distante appartenesse alla famiglia materna di Masaniello.

Il Sentiero degli Dei, un solo itinerario, tante suggestioni

La Costiera Amalfitana è costellata di luoghi unici e straordinari. Per gli amanti del trekking c’è davvero soltanto l’imbarazzo della scelta. Si passa dalla lussureggiante vegetazione che caratterizza la straordinaria Riserva Naturale della Valle delle Ferriere al blu più intenso dell’incontro tra cielo e mare dello spettacolare Sentiero  degli Dei.

Se nella Valle delle Ferriere incontrerete “chiare, fresche e dolci acque” come direbbe Petrarca, lungo il Sentiero degli Dei sarete costantemente affiancati da una spettacolare vista mare.

Il Sentiero degli Dei, riparo di Ulisse

Il Sentiero degli Dei deve il suo nome non solo alla suggestiva bellezza del luogo, ma anche alle numerose leggende legate ad esso. Secondo una di queste leggende Ulisse avrebbe trovato riparo proprio in questo luoghi evitando di cadere vittima del canto delle sirene. C’è addirittura chi racconta che in quei luoghi, chi ha un animo particolarmente sensibile, possa udire il rumore della nave di Ulisse in fase di approdo.

Naturalmente, oltre alla sensibilità, occorre fantasia ed anche ispirazione. Il Sentiero degli Dei, negli anni, ha ispirato diversi poeti e letterati. Italo Calvino, ad esempio, ha descritto il Sentiero degli Dei come “quella strada sospesa sul magico golfo delle “Sirene” solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito”. Questa superba descrizione campeggia su una targa in ceramica posta proprio all’inizio del percorso.

Terrazzamenti e guglie di roccia

Diciamo subito che il percorso, seppur non particolarmente lungo (8 km circa) non è per tutti. E’ infatti sconsigliato a chi soffre di vertigini essendo in gran parte costituito da guglie di roccia e terrazzamenti a strapiombo sul mare. Naturalmente, dato il clima che caratterizza la costiera,  è consigliato impegnarsi nel percorso durante le stagioni più dolci: in primavera o in autunno.

Il percorso meno impegnativo è quello che parte dalla frazione di Bomerano (Agerola), prosegue per Nocelle, fino a Positano, cioè partendo dall’alto verso il basso (circa 650 metri sul livello del mare).

Un luogo incontaminato

Il Sentiero degli Dei è un luogo incontaminato. La bellezza del luogo non è stata profanata in alcun modo. In alcune delle sue grotte sono stati ritrovati molti fossili marini. Tra queste, la Grotta del Biscotto  (524 m. s.l.m.) che deve il suo nome alla particolare conformazione geologica della roccia. Essa, infatti, ricorda vagamente il pane biscottato tipico di Agerola.

Tutto intorno è un fiorire continuo di macchia mediterranea e se si è particolarmente fortunati, è possibile scorgere in cielo la sagoma del falco pellegrino.

Il Sentiero degli Dei è uno dei percorsi più belli ed affascinanti d’Italia. La sua fama è meritata. Il percorso è ben marcato con segnavia e cartelli. In un solo itinerario si attraversano tante suggestive ambientazioni: pareti e grotte, terrazzamenti coltivati, ruderi di antiche abitazioni, tratti boscosi, scorci mozzafiato.

  • Difficoltà: media
  • Lunghezza: 8 km
  • Tempi di percorrenza: circa 4 ore e mezza

Boschi, ruscelli e cascate: le meraviglie della Valle delle Ferriere

La Costiera Amalfitana, oltre ai bellissimi scorci di mare e alle rinomate tradizioni enogastronomiche offre la possibilità di andare alla scoperta di luoghi unici, come ad esempio la straordinaria Riserva Naturale della Valle delle Ferriere.

Boschi, ruscelli, cascate, una ricchissima e variegata vegetazione, ruderi di ferriere di origine medievale e di mulini azionati ad acqua (quelli che un tempo venivano impiegati per la produzione della pregiata carta d’Amalfi). Un’escursione per tutti, per amanti del trekking, ma anche per neofiti. Il percorso è, infatti, meraviglioso e non particolarmente impegnativo. Dura circa tre ore. Più che attività sportiva, possiamo definirla una meravigliosa passeggiata nella natura della costiera amalfitana.

Un luogo unico

Dire che la Valle delle Ferriere è un luogo unico, non è affatto un’esagerazione. La Valle, infatti, vanta una posizione particolare grazie alla quale è stata possibile la conservazione di uno speciale microclima subtropicale, habitat esclusivo di una felce gigante risalente al periodo pre-glaciale, la Woodwaria radicans, divenuta simbolo della Valle.

La Riserva ospita anche la piccola pianta carnivora Pinguicola hirtiflora, ormai in estinzione. Oltre alla flora, la Valle è popolata anche da diverse specie animali tra le quali spicca la salamandra con gli occhiali.

La Valle delle Ferriere: Il percorso

L’escursione prevede due percorsi. Uno più panoramico, di media difficoltà, con partenza da Campidoglio, della durata di circa di 4-5 ore. L’altro, con partenza da Pontone, frazione Scala, adatto a tutti, della durata di circa 3-4 ore.

Partendo dalla piazza del borgo di Pontone, occorre percorrere una mulattiera seguendo il percorso principale. Oltrepassato un arco e un antico presepe, basterà avventurarsi per una scalinata ed un sentiero per addentrarsi nella valle.

I più sportivi possono raggiungere un percorso alternativo che conduce alla Riserva Integrale dove crescono e vengono protetti con apposite recinzioni i rari esemplari di Woodwardia radicans (felce gigante). Si tratta di un percorso abbastanza breve, ma più impegnativo di quello principale, che comporta anche l’attraversamento del torrente su di un tronco di legno posizionato a modi ponte, magari non adatto ai bambini.

Trattandosi di un microclima unico e di specie vegetali rare viene raccomandato il rispetto assoluto dell’ambiente.

L’escursione con partenza da Pontone termina al centro di Amalfi. Dopo aver attraversato diversi limoneti ci si ritrova dinanzi all’imponente Duomo di Sant’Andrea e al meraviglioso mare della costiera amalfitana.

Il centro cittadino di Amalfi è il luogo ideale per rifocillarsi. Questi luoghi offrono non solo panorami mozzafiato e suggestivi sentieri, ma vantano una ricchissima tradizione enogastronomica. Oltre alla degustazione di latticini tipici della zona, una giornata ad Amalfi è l’occasione per un wine tasting, un lemon tour, visite guidate e la consumazione di cibi preparati con ingredienti a Km zero presso le diverse aziende agricole della zona.

E dopo un caffè, un limoncello e un’irresistibile delizia a limone, si torna a casa più felici di prima. Garantito!

 

 

 

 

Da Castrum Lucullanum a Castello Marino a Castel dell’Ovo

A Napoli finchè c’è l’ovo c’è speranza. Non è un modo di dire, “l’ovo” è realmente simbolo di speranza per i napoletani. Ma di quale “ovo” stiamo parlando? Sicuramente di quello custodito all’interno del imponente castello che sorge su Megaride, l’isolotto di tufo costituito da due faraglioni uniti tra da un arco naturale.

Il castello più antico della città di Napoli

Castel dell’Ovo è il castello più antico della città di Napoli ed è sicuramente quello che insieme al golfo di Napoli con i pini mediterranei in primo piano e il Vesuvio alla spalle è lo scorcio panoramico che maggiormente rappresenta la città e che maggiormente ritroviamo su quelle che un tempo erano le cartoline postali.

Si trova tra i quartieri di San Ferdinando e Chiaia, di fronte a via Partenope e risale addirittura al I secolo a.C. quando Lucio Licinio Lucullo acquistò nella zona un grosso fondo. Sull’isola di Megaride Lucullo costruì una splendida villa, dotata di una ricchissima biblioteca, di allevamenti di murene e di alberi di pesco importati dalla Persia.

C’è da dire che all’epoca le pesche erano considerate un’assoluta novità così come le ciliegie, i cui alberi Lucullo fece arrivare da Cerasunto (ecco perché in napoletano le ciliegie vengono chiamate “cerase”).

La villa prese il nome di Castrum Lucullanum e il sito mantenne questo nome fino all’età tardo romana. L’area acquistata da Lucullo pare si estendesse dalla collina di Pizzofalcone all’attuale Piazza Municipio ed era pregna di aree verdi e fontane.

Durante il medioevo il castello fu fortificato per fronteggiare le invasioni barbariche e nel 1400, dopo la distruzione dovuta alla guerra tra re Carlo III e Giovanna I, fu ricostruito perdendo l’originaria architettura.

La leggenda di Castel dell’Ovo

Da Castrum Lucullanum a Castello Marino, fino a Castel dell’Ovo. Da dove ha origine questo nome così curioso? Come tante cose legate al passato, anche il nome del castello più antico di Napoli ha origine da una fantasiosa leggenda.

Secondo la leggenda il grande poeta latino Virgilio sarebbe stato in possesso di un uovo incantato. L’uovo sarebbe stato sistemato dallo stesso Virgilio in una caraffa di vetro colma d’acqua protetta da una gabbia di ferro ed appesa ad una trave di quercia nei sotterranei del castello.

Finché l’uovo non si fosse rotto, la città ed il castello sarebbero stati protetti da ogni tipo di calamità. L’uovo, quindi, fu ben nascosto affinché non fosse oggetto di razzia da parte dei predatori.

Ma come faceva Virgilio ad essere in possesso di un uovo incantato? A questo punto fa la sua apparizione Partenope, la sirena che insieme alle sue sorelle Ligia e Leucosia, tentarono con il loro canto di incantare e far naufragare Ulisse.

Secondo la leggenda Partenope, dopo il fallimento di Ulisse, lasciandosi andare alla deriva, restò impigliata tra gli scogli di Megaride, e lì, prima di morire ed essere sepolta, depose un uovo.

Fino ad oggi nessuno ancora ha ritrovato l’uovo. Il destino del Castello e dell’intera città di Napoli è ancora legato a quell’uovo.

(foto pubblica sui social)

Un campanile più basso della chiesa

Piazza Santa Croce (meglio nota come “miez ‘a parrocchia) rappresenta il centro cittadino di Torre del Greco. A dominare la piazza è la Basilica di Santa Croce con il suo caratteristico campanile.

Campanile testimone di un glorioso passato

Balza agli occhi immediatamente l’enorme differenza tra lo stile della chiesa e quello del campanile, ma soprattutto si resta sorpresi nel constatare che il campanile, oltre ad avere uno stile architettonico diverso, è più basso della chiesa. Perché?

Anche questa volta l’artefice è il Vesuvio e precisamente una delle sue eruzioni, quella del 1794. Ma partiamo dall’inizio.

La chiesa, inizialmente dedicata all’Invenzione della Santa Croce di Gesù, fu eretta agli inizi del XVI secolo. Poco prima del 1600 si diede, poi, inizio alla costruzione del campanile che fu terminato solo nel 1740 nell’interezza dei suoi tre piani.

La chiesa così come fu costruita venne però completamente distrutta  dall’eruzione del 15 giugno 1794. L’eruzione rase al suolo buona parte della città. Il campanile, invece, rimase indenne, o meglio parte di esso rimase indenne.  Il primo dei tre piani fu ricoperto e sepolto dalla lava.

San Vincenzo Romano, ‘o prevet faticator

Fu anche grazie al vice parroco Vincenzo Romano (oggi San Vincenzo Romano, a seguito della santificazione avvenuta nel 2018 durante il pontificato di papa Bergoglio) che ebbe inizio la edificazione della nuova chiesa.

Don Vincenzo Romano partecipò in prima persona alla costruzione della nuova chiesa che fu progettata in stile neoclassico e consacrata il 3 maggio del 1827.

Grazie al suo incessante lavoro Don Vincenzo Romano si guadagnò dalla popolazione locale l’appellativo di “Prevete faticatore” (“il prete lavoratore”).

La nuova chiesa venne su più grande e maestosa della precedente ed essendo una parte del campanile originario rimasta sepolta dalla lava, è questo il motivo per cui esso appare più basso rispetto alla chiesa.

Percorsi di Lava

Da diversi anni, alla Basilica di Santa Croce è legato un percorso sotterraneo  visitabile grazie alle guide di “Percorsi di Lava”.

“Le grotte di Santa Croce” furono scavate proprio per la ricostruzione della Basilica. Gran parte del materiale fu reperito dal sottosuolo. Durante la seconda guerra mondiale detti cunicoli furono poi utilizzati come rifugi per sfuggire ai bombardamenti. Gli anziani ne parlano chiamandoli “ricoveri” e sono davvero tante le “storie dei ricoveri”.

Il vecchio tempio distrutto dal torrente di fuoco del Vesuvio

Sul portale centrale della nuova chiesa vi è una lapide marmorea sulla quale campeggia la scritta: ”Questo nuovo tempio in onore della S.Croce del N.S. Gesù Cristo sopra le rovine del vecchio tempio distrutto dal torrente di fuoco del Vesuvio il 15 giugno 1794 gli Ercolanesi (cioé i Torresi), innalzate le preci al cielo, per ammirabile provvidenza di Dio, costruirono. Nell’anno del Signore 1827“.

Nella cappella dell’Immacolata della Basilica di Santa Croce è esposta ai fedeli la la statua della Vergine Maria, protagonista della solenne processione che si svolge ogni anno nel giorno dell’8 Dicembre.

(foto pubblica sui social)