Nel cuore della splendida Vico Equense, sulla Penisola Sorrentina, la pizza assume una forma unica: non solo tonda, ma cotta “nel ruoto” o servita in lunghe teglie, frutto della tradizione locale. Qui il profumo del forno a legna, il mare che incornicia il paese e il richiamo della gastronomia autentica si uniscono in un’esperienza da non perdere. Se siete viaggiatori in cerca di sapori autentici, amanti dell’enogastronomia o semplicemente curiosi di scoprire una pizza diversa, questo articolo è per voi.
Indice dei contenuti:
1. Storia e contesto culturale
La pizza a Vico Equense ha radici che si intrecciano con la tradizione contadina, il forno a legna e il concetto di condivisione. Il tipo più noto, la pizza al metro – ossia una pizza fino a due metri di lunghezza servita su teglia – fu ideata negli anni ’30 da Luigi Dell’Amura (detto “Gigino”) proprio a Vico Equense.
Nel 2024, la pizza di Vico è stata riconosciuta con la denominazione comunale “Pizzadivico De.Co.”, che ne definisce caratteristiche, materie prime e metodo di cottura.
Una differenza chiave rispetto alla pizza napoletana: la cottura in forno a legna realizzato con mattoni refrattari, la temperatura leggermente inferiore (250-350°C) e l’impasto più basso di spessore al centro (non oltre 5 mm).
2. Dove provarla: itinerari e consigli pratici
Vico Equense è perfetta per un tour gastronomico: partendo dal centro storico, è facile affacciarsi su uno dei tanti forni che propongono la pizza “nel ruoto” o al metro. Ecco qualche consiglio pratico:
- Prenotate in anticipo nei weekend: le pizzerie storiche vengono prese d’assalto.
- Optate per mezze lunghezze (es. ½ metro) se siete in coppia o in tre e volete assaggiare anche fritti e contorni.
- Chiedete la pizza cotta a legna, con bordo croccante e interno soffice: è la vera tradizione vicana.
- Accoppiatela con un bel bicchiere di bianco costiero o con acqua minerale locale: lascia che sia il sapore della pizza a brillare.
Tra le pizzerie consigliate: la storica Da Gigino – Università della Pizza in via Nicotera, dove nacque l’idea della pizza al metro.
3. Curiosità e errori da evitare
Curiosità: in passato le lunghezze fino a 2 metri permettevano di servire più commensali contemporaneamente, variando i condimenti sulla stessa base.
Errori da evitare:
- Non scegliere un locale solo perché “instagrammabile”: la vera qualità sta nell’impasto, nella lievitazione, nella cottura.
- Non aspettatevi una pizza tonda come quella napoletana: la forma, la consistenza e la cottura sono diverse.
- Controllate che sia realmente cotta nel forno a legna con forno in mattoni refrattari – è parte del disciplinare.
4. Esperienze personali
Quando sono arrivato a Vico Equense, seduto in una veranda con vista sul mare, ho visto arrivare un carrello con una lunga teglia fumante: era la pizza al metro che avevamo ordinato. Tagliata in più gusti, ogni fetta raccontava un sapore diverso: dalla classica Margherita all’escareola con olive, fino a provolone del Monaco e zucchine.
L’impasto era leggermente più alto del solito, croccante al bordo ma morbido al centro. I commensali hanno applaudito prima ancora che avessimo iniziato a mangiare.
Consiglio: vivete l’attesa come parte del rituale. Sorseggiate una birra artigianale, respirate l’odore del forno e godetevi l’attimo.
